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domenica 30 agosto 2026

Il voto non si vende: si custodisce come responsabilità

 

Il lavoro del Movimento Fede e Politica nasce proprio da questa consapevolezza: aiutare le persone a riconoscere che il voto ha valore, che non deve essere venduto e che il profilo etico dei candidati non è un dettaglio secondario.




Paolo Cugini

 

 

Nel pomeriggio di sabato 29 agosto, il Movimento Fede e Politica della parrocchia San Vincenzo de Paoli, nel quartiere Compensa di Manaus, ha realizzato un nuovo momento di sensibilizzazione nella comunità Santo Ignazio. Circa quaranta persone, tra giovani e adulti, si sono riunite nella piccola cappella della comunità per iniziare insieme con la preghiera, ricevere alcune orientazioni e prepararsi a uscire per le strade del quartiere.

Non si è trattato semplicemente di un’attività organizzativa o di una visita di cortesia. Il senso profondo di queste azioni è quello di incontrare le persone là dove vivono: nelle case, davanti ai negozi, lungo le vie, negli spazi quotidiani in cui spesso si parla di tutto, ma raramente del valore del voto e della responsabilità politica. È proprio lì che il Movimento desidera aprire un dialogo semplice, diretto e fraterno.

Le elezioni politiche previste per l’inizio di ottobre, chiamate a scegliere il Presidente della Repubblica e i deputati statali e federali, non possono essere vissute come un fatto distante dalla vita concreta della gente. Ogni scelta politica incide sulla sanità, sull’educazione, sul lavoro, sulla sicurezza, sull’ambiente e sulle opportunità delle famiglie. Per questo il voto non è un gesto isolato, ma un atto che riguarda il bene comune.



Il tema, però, è delicato. Molte persone, segnate da difficoltà economiche e da una lunga storia di promesse non mantenute, finiscono per considerare il voto come una merce da scambiare. La vendita del voto appare talvolta come una soluzione immediata a un bisogno urgente, ma in realtà impoverisce ancora di più la comunità, perché consegna il futuro nelle mani di chi compra coscienze invece di presentare progetti seri e rispettosi della dignità del popolo.

Il lavoro del Movimento Fede e Politica nasce proprio da questa consapevolezza: aiutare le persone a riconoscere che il voto ha valore, che non deve essere venduto e che il profilo etico dei candidati non è un dettaglio secondario. Scegliere chi governa significa anche chiedersi quali interessi quella persona rappresenta, quale storia porta con sé, quali impegni assume e se la sua vita pubblica è coerente con la giustizia, la legalità e il servizio.



Durante le visite, il gruppo ha utilizzato il materiale preparato dall’Arcidiocesi di Manaus, nel quale sono raccolte orientazioni formulate in modo chiaro e accessibile. Questo sussidio aiuta ad affrontare temi importanti senza imporre idee o candidati, ma favorendo la formazione della coscienza. L’obiettivo non è dire alla gente per chi votare, ma ricordare che nessuno dovrebbe rinunciare alla propria libertà e alla propria responsabilità davanti alle urne.

Una delle scoperte più grandi, e allo stesso tempo più imbarazzanti, è stata constatare che quasi nessuno conosce le leggi del Brasile relative al processo elettorale. Molti ignorano che la compra e vendita del voto è proibita e che esiste una legislazione che richiede la fedina penale pulita per i candidati. Questa mancanza di informazione rende le persone più vulnerabili alla manipolazione e mostra quanto sia urgente un lavoro educativo permanente.



Per questo è bello vedere i giovani della parrocchia camminare insieme agli adulti, indossando la maglia del Movimento e entrando con decisione nelle strade delle comunità. La loro presenza è un segno di speranza: dimostra che la politica può essere compresa non come ricerca di vantaggi personali, ma come forma alta di carità, di partecipazione e di cura per la vita del popolo.

La coscientizzazione non produce sempre risultati immediati, ma semina domande, apre conversazioni e risveglia responsabilità. Ogni porta visitata, ogni dialogo iniziato, ogni dubbio chiarito può diventare un piccolo passo verso una cittadinanza più libera e matura. Siamo certi che questo lavoro porterà frutti, perché quando una comunità impara a valorizzare il proprio voto, comincia anche a difendere con più forza la propria dignità e il proprio futuro.

 

lunedì 24 agosto 2026

Fede, politica e coscienza: la parrocchia in cammino verso il voto

 Come ormai è costume, negli anni di elezioni politiche la parrocchia di san Vincenzo di Paolo prende la strada per un lavoro di sensibilizzazione e coscientizzazione, attraverso il Movimento Fede e Politica.



Paolo Cugini

 

 

Come ormai è diventato costume negli anni delle elezioni politiche, la parrocchia di San Vincenzo de’ Paoli sceglie di mettersi in cammino con la gente, percorrendo le strade del quartiere Compensa a Manaus e promuovendo un lavoro paziente di sensibilizzazione e coscientizzazione. Non si tratta di fare propaganda per un partito o per un candidato, ma di aiutare le persone a riscoprire il valore del voto come gesto di responsabilità, di libertà e di cura per il bene comune.

Il cammino è stato preparato attraverso una serie di incontri comunitari, nei quali abbiamo studiato le orientazioni sul tema della politica elaborate dall’Arcidiocesi di Manaus. Queste indicazioni invitano gli elettori a compiere scelte mature, verificando la storia dei candidati, la loro coerenza pubblica, la fedina penale pulita secondo lo spirito della legge della Ficha Limpa e, soprattutto, la loro reale presenza nella vita delle comunità. Un candidato non dovrebbe apparire soltanto nel tempo della campagna elettorale: la sua credibilità nasce da un percorso, da un impegno visibile e da una vicinanza concreta alle persone.



Il pericolo, sempre presente, è che vengano elette persone corrotte, legate a interessi privati, a gruppi economici opachi, al traffico di droga o al crimine organizzato. Quando la politica diventa strumento di arricchimento personale o di protezione di poteri criminali, i più poveri pagano il prezzo più alto. Mancano risorse per la scuola, per la sanità, per l’abitazione, per la sicurezza e per tutte quelle politiche pubbliche che potrebbero migliorare la vita quotidiana della popolazione.

Quest’anno, nella prima domenica di ottobre, il Brasile sarà chiamato alle urne per eleggere il Presidente della Repubblica, i Governatori degli Stati, i deputati federali e i deputati statali. È un momento decisivo, perché il voto non riguarda soltanto i nomi che occuperanno le istituzioni, ma il progetto di società che si vuole costruire. Le scelte politiche incidono sulla vita concreta delle famiglie, sulla distribuzione delle risorse, sulla tutela dell’Amazzonia, sulla dignità del lavoro e sulla possibilità di un futuro più giusto per i giovani.

Il contrasto tra i privilegi della politica e la vita reale della maggioranza della popolazione è uno degli aspetti che più feriscono la coscienza. Secondo informazioni pubblicate sulla stampa locale, nell’Amazonas è stato discusso un sussidio mensile per i deputati statali pari a circa 34.774 reais; altre notizie hanno segnalato pagamenti superiori e contestazioni sugli importi percepiti. Anche considerando le cifre più basse, resta evidente la distanza rispetto a chi vive con un salario minimo, che non basta a coprire pienamente le necessità fondamentali di una famiglia. Questa sproporzione aiuta a comprendere perché la politica non possa essere vissuta come una carriera di privilegi, ma come un servizio pubblico da esercitare con sobrietà e trasparenza.



La disuguaglianza sociale rimane il grande tema del Brasile. Parliamo di un Paese ricchissimo di risorse naturali, culturali e umane, ma ancora segnato da povertà profonde, da famiglie che abitano in condizioni disumane, da periferie dimenticate e da comunità che lottano ogni giorno per l’accesso a diritti elementari. In questo scenario, il voto non può essere trattato come merce di scambio. Vendere il proprio voto significa consegnare il futuro a chi spesso, dopo essere stato eletto, sparisce dalle strade e dalle comunità che aveva promesso di difendere.

Per questo ci impegniamo, con umiltà ma anche con determinazione, a tentare di cambiare il quadro, almeno orientando le persone che incontriamo nel quartiere Compensa a non vendere il proprio voto, a informarsi, a dialogare, a confrontare le proposte e a scegliere persone pulite, competenti e vicine alla vita del popolo. La coscientizzazione politica nasce dall’ascolto e dalla prossimità: si costruisce nelle visite, nelle conversazioni davanti alle case, negli incontri comunitari, nei gruppi di giovani e adulti che desiderano un Brasile più giusto.

È bello vedere giovani e adulti uniti in questa attività del Movimento Fede e Politica. La fede, quando è autentica, non chiude gli occhi davanti alla realtà, ma educa alla responsabilità, alla partecipazione e alla difesa della dignità dei poveri. La politica, quando è vissuta come servizio, può diventare uno spazio di trasformazione sociale e di speranza. Il nostro compito, come comunità cristiana, è aiutare le persone a comprendere che il voto è un atto morale, un gesto che riguarda la giustizia, la pace e il futuro delle nuove generazioni.

In tempi segnati dalla corruzione, dalla violenza e dalla sfiducia nelle istituzioni, scegliere bene diventa una forma concreta di resistenza. Non possiamo cambiare tutto da soli, ma possiamo seminare coscienza. Possiamo aiutare una persona a non vendere il proprio voto, una famiglia a discutere con più lucidità, un giovane a capire che la politica non è soltanto il luogo degli scandali, ma anche lo spazio in cui si decide se la vita dei poveri sarà rispettata o dimenticata. È da questi piccoli semi che può nascere una società più fraterna, più trasparente e più fedele al Vangelo della giustizia.

 

domenica 23 marzo 2025

UNA GIORNATA IN MISSIONE NEL QUARTIERE COMPENSA DI MANAUS

Veduta del quartiere san Vincenzo de Paoli



Paolo Cugini

Venerdì, 21 marzo. Mi piace iniziare il giorno all’alba, immergendomi nel Mistero: orienta positivamente tutta la giornata. Nel silenzio della cappellina alla luce di due candele contemplo il crocefisso e medito sul mistero dell’amore che è il senso della vita. Amore gratuito, disinteressato, amore che conduce verso l’altra, l’altro. Mi chiedo se vivo questa prospettiva. Vengono alla mia mente situazioni, volti, storie d’amore, di donazione. Eventi che m’interpellano e che, allo stesso tempo, indicano un cammino che esige fermezza, scelte e, a volte, rotture. Per questo invoco lo Spirito e mi faccio aiutare dai salmi perché, a volte, non trovo le parole. “Cerco il tuo volto, Signore”; “l’anima mia anela a Te”. Oggi è il compleanno di mia cognata Anna: una preghiera va anche per lei.

Nel silenzio della cappellina della casa parrocchiale

Dopo la preghiera del mattino verso le 6,10 mi dirigo alla comunità santo Ignazio per il caffè Caritas. Mentre vado mi fermo per compare dei pezzi di torta che, senza dubbio, saranno utili. Arrivo sul posto alle 6,20 e Nete e Wanilda stanno sistemando due tavoli e portando le cose per la colazione dei poveri. Dopo alcuni minuti, arrivano anche altre due signore e Antonio, il ministro della Parola della comunità per dare una mano. La cappella è in via di riforma e, quindi, ci mettiamo sul ciglio della stradina, che è la strada principale della comunità. Pian piano cominciano ad arrivare persone dalle zone povere anche di altre comunità. Antonio si allontana dicendo che va nel punto dei taxi perché a che la ci sono dei senza tetto. Infatti, dopo circa venti minuti in un solo colpo ne arrivano 10 molto affamati. Con Antonio e sua moglie lasciamo la colazione dei poveri per dirigerci al secondo evento della giornata.

Preparando la colazione per i poveri del quartiere Santo Ignazio


Verso le 7,45 siamo nella piazza do  Leme, l’unica piazza del quartiere. Da alcune settimane stiamo organizzando un evento in linea con la Campagna della Fraternità 2025 che ha come tema Ecologia Integrale. Abbiamo coinvolto l’associazione degli abitanti della Compensa e il comune nel servizio di pulizia. L’obiettivo consiste nel sensibilizzare le persone a non buttare la plastica nei canali, nel fiume o per strada, ma a raccoglierlo nei specifici contenitori. Un gruppo di circa 50 persone, per lo più giovani, che lavorano per il comune sono arrivati sul posto verso le 8,30 per passare in tutte le case orientando i cittadini sull’importanza di imparare a raccogliere la plastica negli appositi contenitori. In piazza, oltre ad alcuni rappresentanti dell’associazione del quartiere e del Municipio, c’era anche una ventina di rappresentanti del Movimento fede e cittadini della parrocchia. Proprio la parrocchia si è incaricata di fornire una merenda che l’amica Lene ha portato in piazza verso le 10. Mattinata, dunque, molto positiva, anche perché ha permesso di conoscere persone nuove del quartiere e anche di creare alcuni legami con gli organi del Municipio. 

Un gruppo del Movimento Fede e Cittadinanza con alcuni rappresentanti del Municipio
Per la giornata dedicata alla pulizia del quartiere




Verso le 14,45 assieme a Raimundo e Israele siamo andati nella favela Meu Bem e meu Mal, vicino alla comunità si san Pietro. Era quasi un anno che non riuscivo ad entrare in questa realtà dominata dal traffico. Il contato l’ho avuto attraverso Fernanda, una giovane che sabato scorso è venuta ad iscriversi per il percorso ella cresima e, quando mi ha detto che abitava nella favela, immediatamente gli ho chiesto se mi aiutasse a ritornare. “Don Paolo, sono Fernanda: la prossima settimana se hai tempo puoi venire. Hanno detto che puoi anche mettere in agenda una messa”.  Detto e fatto. Con Raimundo e Israele abbiamo girato per le stradine della favela che descriverla come situazione allucinante è poco. Mentre scendevamo lo scalone che dalla comunità san Pietro verso la favela mi chiedevo come si faccia vivere in un posto come questo fatto di palafitte, case fatiscenti. Ho notato che dentro la favela ci sono anche alcuni piccoli negozi e questo è positivi, perché evia agli abitanti di fare delle rampe di scale ripidissime. Arrivati da Fernanda gli abbiamo chiesto di portarci in alcune case dove c’erano dei bambini e adolescenti. La scusa era quella di mostrare il foglio che riporta i progetti di Margens – chitarra, danza, inglese -; l’intento principale era quello di riprendere contatto con una realtà che merita tutta la nostra attenzione. Visitando le case, passando da una stradina all’altra pensavo che fosse difficile incontrare un posto così, che sembra abbandonato da tutti. Chi domina questa area è il traffico di droga che garantisce la sicurezza degli abitanti ma, allo stesso tempo, detta una legge ferra e, chi disobbedisce paga con la morte. “E’ meglio che stai attento a fare le foto: se ti vedono possono intervenire in modo duro”. È Raimundo che mi allerta, nonostante stessi prendendo tutte le precauzioni possibili per non farm vedere. Non c’è da scherzare: è questo il messaggio sotteso di Raimundo. Incontriamo un gruppo di bambini che giocano su uno spazio di cemento tra alcune case. Li chiamiamo per parlare loro dei progetti. “Dove si fanno?” mi chiede uno di loro. “Nella parrocchia di san Vincenzo” risponde Israele. Gli sguardi dei bambini diventano tristi perché per loro è impossibile salire lo scalone alla sera. Per questo pensavo di proporre all’equipe di Margens di provare a pensare un progetto specifico per la favela. Vediamo.



Uno squarcio della drammatica situazione della Favela Meu bem e meu Mal

Alle 19,30 studio biblico nella comunità santo Antonio. È un cammino molto profondo e interessante. Vedere adulti che con il Vangelo cominciano ad avere attitudini nuove, perché scoprono proposte nuove, evangeliche, che modificano prospettive antiche. Vedo gli occhi di Maria Irene, una signora di settanta anni attenti su quello che si legge, si commenta: è come se scoprisse ora la bellezza della proposta di Gesù proprio adesso. E poi ci sono i ragazzi dei gruppi giovani quasi sempre presenti. In ogni parrocchia che entro faccio la proposta dello studio biblico settimanale ed è sempre una proposta che incontra il favore dei fedeli. Ed è camminando con le persone delle comunità meditando insieme la Parola che le nostre scelte quotidiane assumono lentamente una sintonia, parlano la stessa lingua: la lingua del Vangelo. 

Un momento dello studio biblico



mercoledì 4 dicembre 2024

E ORA CHE FARE?

 






Paolo Cugini


È molto bello vedere giovani e adulti attorno ad un tavolo discutere sui problemi sociali del proprio quartiere. 

È successo la sera di sabato 30 di novembre. L’obiettivo è quello di capire come dare continuità al lavoro di coscientizzazione realizzato quest’anno, quando siamo passati di casa in casa in uno dei quartieri più pesanti di Manaus per distribuire il testo della legge 9840, che spiega il crimine della corruzione elettorale. Sono stati mesi intensi culminati nel quartiere più nobile di Manaus – Ponta Negra – dove, oltre a distribuire i volantini della legge, abbiamo coinvolto i passanti con il teatro di strada realizzato da un gruppo di adolescenti.



Come, dunque, dare continuità a questo lavoro di sensibilizzazione politico e sociale, come non abbassare la guardia e mantenere alta la tensione emotiva su questi temi?

L’assemblea del Movimento Fede e Cittadinanza ha avuto proprio questo obiettivo: pensare a forme concrete di azione sociale, ad azioni che possano fiscalizzare il lavoro dei politici eletti nelle ultime elezioni municipali.

La prima idea condivisa nei gruppi consiste nel presidiare settimanalmente in piccoli gruppi, la Camera degli assessori comunali. È un modo per manifestare la presenza dei cittadini quando si tratta di prendere decisioni che li riguardano. Abbiamo deciso che inizieremo questa azione il primo di gennaio 2025, giorno in cui gli assessori eletti nelle ultime elezioni Municipali, entreranno nella Camera per la prima volta. 

Altra idea importante emersa è quella di essere presenti alla Camera nei mesi in cui si dibatterà il bilancio per gli anni 2006-2008, vale a dire da luglio a novembre del 2025. Per questo motivo abbiamo raccolto una serie di proposte concrete da presentare ad alcuni assessori che si sono dimostrati interessati ad aiutarci in questo lavoro di coscientizzazione. 





sabato 5 ottobre 2024

AZIONE CONTRO LA CORRUZIONE POLITICA: ULTIME ORE

 




Paolo Cugini

 

Abbiamo fatto la nostra parte: questa è la nostra grande soddisfazione. Un processo politico è sempre molto delicato, soprattutto quando si parla di elezioni municipali dove la corruzione è molto visibile.

Venerdì 4 ottobre 2024, due giorni prima delle elezioni, il Movimento Fede e Cittadinanza della Parrocchia San Vincenzo de’ Paoli ha realizzato il suo ultimo evento visitando le comunità di San Vincenzo, San Pietro e Cristo Re, distribuendo il testo della legge 9840 contro la corruzione politica e, soprattutto, manifestando la nostra presenza nelle strade del quartiere Compensa.



Da queste parti si dice che i candidati ad assessori nel quartiere li decidono i trafficanti. In effetti, il ricordo che ho delle elezioni Municipali nell’esperienza fatta nelle città dello Stato della Bahia è di una disputa molto combattuta sino all’ultima notte. In questi mesi a Manaus non ho visto di tutto ciò, anzi sono rimasto stupito del silenzio che ha regnato, come se i giochi fossero già decisi.

Magari non cambierà nulla, come si dice sempre, ma almeno noi della parrocchia abbiamo la coscienza a posto, perché abbiamo fatto la nostra parte.



Penso che sia importante che questo servizio di coscientizzazione contro la corruzione politica, lo facciano le persone che frequentano una parrocchia e celebrano il Giorno del Signore. Scendiamo in piazza con il desiderio di giustizia che Gesù aveva nel cuore. Quello che viviamo nella liturgia l’abbiamo portato nelle strade. È stato meraviglioso.

venerdì 6 settembre 2024

L’ARCIDIOCESI DI MANAUS CELEBRA IL 30 GRIDO DEGLI ESCLUSI E DELLE ESCLUSE

 




Paolo Cugini

 

Oggi pomeriggio nelle strade del Centro di Manaus hanno sfilato centinaia di persone legate ai movimenti sociali della Chiesa e delle parrocchie per manifestare pubblicamente e fare sentire la nostra voce contro ogni forma di disuguaglianza sociale e di discriminazione.

La proposta del Grido degli Esclusi e delle Escluse è nata in un incontro di valutazione del percorso della II Settimana Sociale Brasiliana, promossa dalla Conferenza Nazionale dei Vescovi Brasiliani (CNBB), svoltosi nel 1993 e nel 1994. È emersa come un modo per dare continuità e attuare i dibattiti e il tema della settimana “Brasile, alternative e protagonisti”, ovvero “Il Brasile che vogliamo”. Anche ispirandosi al motto della Campagna della Fraternità del 1995, che aveva come tema “Fraternità ed Esclusi” e con il motto: “Sei stato tu, Signore? "



Tra le motivazioni che hanno portato alla scelta del 7 settembre per la realizzazione del Grido (a Manaus l’abbiamo anticipata il 5 settembre, perché è la festa dell’Indipendenza della città) c'è quella di fare da contrappunto al Grido d'Indipendenza, proclamato da un principe nel 1822. In questo senso, dal 1995, il Grido degli Esclusi e delle Escluse ha come obiettivo di portare nelle strade e nelle piazze le urla nascoste e soffocate, silenziose e taciute, che emergono dai campi, dagli scantinati e dalle periferie della società. Si tratta di rivelare, alla luce del sole e davanti all’opinione pubblica, il dolore e la sofferenza che i governi e le autorità tendono a nascondere sotto il tappeto. Portare in superficie i mali e le correnti profonde che tormentano la vita quotidiana della popolazione a basso reddito.

A partire dal 1996, il Grido degli Esclusi e degli Esclusi è stato ripreso dalla CNBB, che lo ha approvato nella sua Assemblea Generale, nell'ambito del PRNM (Progetto Verso il Nuovo Millennio - doc. 56 nº 129). È sempre stato un progetto legato alla dimensione socio-trasformativa della CNBB, situato nel Settore Pastorale Sociale.



Il Grido degli Esclusi ha portato nelle strade di Manaus un grido per miglioramenti urgenti nella sanità pubblica in Amazzonia. Un grido: “perché siamo cristiani che amano e difendono la vita”, ha sottolineato il vescovo ausiliare di Manaus, Mons. Hudson Ribeiro. Non possiamo dimenticare che “il grido degli esclusi è il grido di coloro che vogliono essere ascoltati, che quando gridano spesso vengono messi a tacere” ha specificato Mons Hudson. È stato un grido in difesa della vita e della salute pubblica e per la costruzione di una società giusta ed egualitaria.

Il vescovo ausiliare di Manaus Mons Hudson (il primo a sinistra con il cappellino e la maglia bianca)


Per le strade del centro di Manaus hanno sfilato centinaia di persone con bandiere rappresentative dei movimenti sociali, striscioni, canti e discorsi. Noi della parrocchia san Vincenzo de Paoli siamo partiti verso le 14,30 con due pullman e qualche macchina: un centinaio di persone circa. La motivazione che ci siamo dati nelle ultime settimane è stata quella di portare fuori dall’eucarestia che celebriamo la domenica  il desiderio di lottare per un mondo migliore. Mi sento molto felice quando vedo in questo cammino, che unisce la liturgia con la vita, molti adolescenti e giovani, che vedono comunità cristiane che si sforzano di vivere quello che celebrano.



Motivi per gridare ce ne sono molti qui a Manaus. Prima fra tutti, è ciò che sta rendendo la vita difficile nella città, vale a dire gli incendi nella foresta che provocano giornate di intenso fumo, che sta riempendo gli ospedali di persone con difficoltà respiratorie.  E poi l’impressionate siccità che sta preoccupando tutti. Alla faccia di chi dice che il cambiamento climatico è una bufala. Qui lo tocchiamo con mano tutti i giorni, purtroppo. Durante la manifestazione hanno preso la parola alcuni attivisti dei movimenti sociali presenti a Manaus. Vale sottolineare la presenza del Movimento Faça Bonito, al quale aderisce anche la nostra parrocchia, che lotta contro gli abusi sui minori. La Caritas ha sottolineato l’impegno della Chiesa in difesa dei senza tetto, che la vede in prima linea nel dibattito con il Comune per chiedere che si costruiscano dei bagni pubblici per permettere ai senza tetto di lavarsi e di fare il resto. Mentre parlavano gli ultimi attivisti, ci siamo incamminati verso la piazza della Saudade, per salire sugli autobus e tornarcene a casa, soddisfatti per aver fatto la nostra parte.

 

lunedì 19 agosto 2024

AZIONE DEL MOVIMENTO FEDE E CITTADINANZA NEL QUARTIERE RICCO DI MANAUS: PONTA NEGRA

 




Paolo Cugini

 

Domenica 18 agosto 2024, alle ore 16, un gruppo di quasi un centinaio di persone, tra adulti e giovani, del Movimento Fede e Cittadinanza della parrocchia San Vincenzo de Paoli da Compensa, era presente sul marciapiede del quartiere pi] ricco di Manaus, Ponta Negra, per un evento di sensibilizzazione politica. Dal mese di aprile questo Movimento, dopo alcuni incontri di formazione secondo le indicazioni dell'Arcidiocesi di Manaus, sta percorrendo le strade del quartiere Compensa, distribuendo e illustrando un opuscolo con scritta la legge 9840, contro la corruzione elettorale.

La novità dell'azione di oggi è che, per la prima volta, il Movimento Fede e Cittadinanza ha lasciato il suo territorio, per una sorta di missione politico-sociale. In effetti, il divario sociale tra i due quartieri è impressionante. Da un lato la Compensa, un quartiere povero, la cui povertà cronica, legata anche al traffico di droga, non consente un adeguato sviluppo del territorio. Dall'altro, la regione di Ponta Negra, con i suoi ricchi palazzi e la particolare attenzione allo sviluppo del turismo, ben visibile nell'Anfiteatro, nella bellissima spiaggia e nelle ricche infrastrutture della zona. Contrasti enormi, che non sono passati inosservati ai giovani del Movimento che, insieme davanti all'Anfiteatro, si sono seduti formando un cerchio e hanno presentato alcuni momenti di teatro di strada, riproducendo la dinamica della classica compravendita di voti.



Significative le parole degli adulti intervenuti a commento del teatro di strada, in cui hanno ribadito il dramma di una società fortemente diseguale, causata dalla corruzione politica, che consuma il denaro pubblico donato per il bene dei cittadini. come evidenziato da Jabá, coordinatore del Movimento. Anche Antonio, un altro dei coordinatori del Movimento, ha sottolineato il numero sorprendentemente alto – più di novecento – di candidati a consiglieri comunali, in una città come Manaus, che ne vedrà eletti un massimo di quaranta. Perché questa corsa, si è chiesto Antonio? È difficile pensare che tutti questi candidati siano mossi dal desiderio di servire il popolo, nonostante le parole e le promesse degli stessi candidati che, nell’anno delle elezioni, non esprimono un’alta fantasia, ribadendo lo stesso discorso di sempre.



 È vedendo questi giovani camminare sorridenti lungo l’ampio marciapiede del quartiere di Ponta Negra, distribuendo il testo della legge 9.840 contro la corruzione elettorale, che viene spontaneo pensare che, nonostante tutto, c’è ancora speranza in questo mondo.



lunedì 8 luglio 2024

UNA CHIESA CHE LOTTA CONTRO LA CORRUZIONE POLITICA





 

Paolo Cugini

 

Nell’anno delle elezioni Municipali, che eleggono sindaci e assessori comunali, nelle città brasiliane, si vede di tutto. La disputa per eleggere il proprio sindaco è molto tesa e combattuta. La campagna vera e propria, in vista delle elezioni che di solito si svolgono ogni quattro anni nella prima domenica di ottobre, inizia ad agosto. Per questo motivo, sapendo anche la confusione che genera la campagna elettorale, ci siamo mossi in tempo per aiutare le comunità a non perdere di vista il Vangelo e ad aiutare le persone a vivere con responsabilità il proprio impegno politico.

L’archidiocesi di Manaus da anni ha strutturato il Movimento Fede e Cittadinanza, che propone percorsi formativi, in collaborazione con la Facoltà Cattolica dell’Amazzonia, per aiutare i fedeli a prendere coscienza delle proprie responsabilità sociale e politiche e, soprattutto, orientare i cattolici nell’anno di elezioni. Il Direttorio Pastorale invita le parrocchie a creare nuclei di riflessione politica e a stimolare il protagonismo profetico dei laici contro ogni forma di corruzione e impunità. Inoltre, vengono invitati i laici, che hanno dei compiti specifici nelle comunità come ministri della Parola o dell’eucaristia, o come catechisti e che intendono candidarsi nelle elezioni municipali, ad abbandonare l’incarico nella comunità fino al termine delle elezioni. Il motivo di questa presa di posizione radicale sta nel fatto che si vuole evitare che un candidato utilizzi lo spazio ecclesiale, per promuovere se stesso e il proprio partito di appartenenza.



Nella parrocchia san Vincenzo de Paoli di cui sono parroco ed è composta di sette comunità (35000 abitanti circa) nella periferia di Manaus chiamata Compensa e considerata una zona ad alto rischi, a causa della presenza di trafficanti di droga che controllano il movimento di tutto il quartiere (per andare a dir messa in una comunità devo chiedere il permesso al trafficante locale) , abbiamo iniziato a prepararci dall’inizio dell’anno con momenti formativi specifici.

Il dato più interessante vissuto in questi ultimi mesi è il coinvolgimento sia degli adulti che dei giovani nelle azioni concrete proposte dal Movimento. In uno degli incontri formativi, infatti, abbiamo deciso di stampare in grande quantità il testo della legge 9840 contro la corruzione elettorale, che dice che chi vende il proprio voto o, nel caso del candidato, offre denaro o qualsiasi cosa per comprare un voto, rischi la galera e una molta salata. Durante il corso formativo è emerso che diverse persone non erano a conoscenza di questa legge emanata nel 1999, che ha visto anche il contributo della Chiesa cattolica che, nella quaresima del 1997, aveva proposta una riflessione proprio sul tema della corruzione politica.

teatro di strada


Da circa un mese, alla domenica pomeriggio passiamo di cassa in casa nelle strade della comunità scelta, per distribuire il testo della legge e discutere con coloro che hanno voglia di parlare con noi. L’azione del Movimento fede e cittadinanza inizia sempre nella cappella della comunità per un momento di preghiera e uno scambio di idee. Poi ci muoviamo a gruppi dividendoci nelle vie della comunità. Infine, ci troviamo tutti davanti alla cappella e assistiamo ad una breve rappresentazione di teatro di strada organizzato dai giovani della parrocchia, per coinvolgere le persone presenti in un dibattito. Siamo già passati in tre comunità e l’entusiasmo attorno al Movimento cresce di giorni in giorno. C’è la sensazione che stiamo facendo qualcosa di buona, di utile in un contesto sociale dove la corruzione politica è una delle cause maggiori della disuguaglianza e della povertà. Ieri (domenica 7 luglio) la gioia era stampata sui volti di coloro che distribuivano la legge 9840 per le strade della comunità di Santo Ignazio di Loyola. C’è la consapevolezza che quello che viviamo nella celebrazione eucaristica, il senso di amore e di giustizia che Gesù ci comunica, lo stiamo portando fuori, nelle strade, proprio come faceva Lui, il Maestro. E allora, continuiamo il cammino-

 

lunedì 10 giugno 2024

IL MOVIMENTO FEDE E CITTADANIA IN AZIONE

 




Paolo Cugini

 

È anno di elezioni municipali e i movimenti sociali si organizzano per contrastare la piaga della corruzione politica. Lo stiamo facendo anche noi nel quartiere Compensa di Manaus, tristemente conosciuto per le violenze e le morti dovute al traffico di droga e ai trafficanti che dominano il territorio.

La parrocchia san Vincenzo de Paoli si è mossa in tempo per entrare nel processo delle lezioni Municipali con uno stile diverso da quello dei candidati. Abbiamo, infatti realizzato due corsi formativi, il primo sui documenti della Chiesa che parlano di Politica; il secondo abbiamo invitato due avvocati per parlarci delle leggi che in Brasile esistono per contrastare la piaga della corruzione politica. Abbiamo, così, scoperto che nel 1999 è stata promulgata la legge 9840, grazia anche al notevole contributo della Chiesa Cattolica che. Nella Campagna della Fraternità della Quaresima del 1996 dal tema: Fraternità e Politica, invitava i fedeli come atto concreto, a chiedere alle autorità pubbliche una legge che aiutasse a combattere la piaga della corruzione elettorale.



Dopo la seconda conferenza del corso, la coordinazione del Movimento Fede e Cittadinanza, presente sul territorio dagli anni ’80, abbiamo deciso di stampare 2500 copie del testo della legge e distribuirlo casa per casa nelle sette comunità della parrocchia.

Così è stato. Domenica 9 giugno nel pomeriggio ci siamo travati dinanzi alla comunità Nostra Signora del Rosario e, dopo un breve momento di preghiera, abbiamo diviso i partecipanti in alcuni gruppi, ponendo sempre qualche adulto assieme ai tanti giovani accorsi. È stata una scena bellissima vedere tanti giovani e adulti insieme vestiti con le camicie del Movimento da noi prodotte, passare di casa in casa della comunità Rosario.



Dopo circa due ore ci siamo ritrovati al punto di partenza con la soddisfazione stampata nel volto dei presenti, per la consapevolezza di aver fatto qualcosa di bello. Prossimo appuntamento è stato stabilito per domenica 23 giugno davanti alla cappella della comunità san Sebastiano, non più al pomeriggio, ma alla mattina alle 10. Il cambiamento di orario è dovuto al grande numero di persone ubriache incontrate nelle strade. Alla mattina è più probabile che le persone siano ancora sobrie. Ci vediamo là. 



lunedì 16 marzo 2015

CORSO DI LETTURA POPOLARE DELLA BIBBIA A REGGIO EMILIA



Paolo Cugini
   Tra aprile e maggio verrà realizzato nei locali dell’Oratorio cittadino un Corso di Lettura popolare della Bibbia. Si tratta di un metodo messo in atto in America Latina nella realtà delle comunità di base, vale a dire in quel modo di essere chiesa dove le parrocchie sono costituite da tante piccole comunità, che si trovano settimanalmente a leggere la Parola di Dio e a celebrare nel giorno del Signore. Il metodo è stato messo a punto durante gli anni della dittatura militare, vale a dire tra gli anni sessanta e ottanta del secolo scorso; certamente uno dei periodi più negativi dell’America Latina. Nelle Comunità di base si comincia a leggere la Bibbia per cercare risposte alla situazione. Il grido del popolo d’Israele schiavo in Egitto diviene il modello di questo percorso di liberazione. Si tratta, dunque, di una lettura contestualizzata in cui la comunità ascolta la Parola di Dio per cercare luce e forza per affrontare la situazione di oppressione che vive. È la comunità riunita la chiave interpretazione del testo ascoltato e meditato. È in questa prospettiva che il legame fede e vita, amore al Signore e vita vissuta s’intrecciano sempre di più. Legame poi, che divieni visibile nelle celebrazioni domenicali sempre vissute con molta partecipazione.

La lettura Latino-americana della Bibbia nasce dalla speranza di milioni di contadini e contadine che resistevano all'avanzata del sistema del latifondo, nei sindacati e nelle associazioni delle periferie delle favelas, nei quartieri poveri ammucchiati dal grande fenomeno dell’esodo rurale che mandava via i contadini dal campo, ed è quindi figlia delle pastorali sociali e delle comunità ecclesiali di base. L’esperienza dell’ascolto della Parola in un simile contesto crea entusiasmo, perché le persone che vi partecipano iniziano a percepire la presenza del Signore, suscitando il desiderio di uscire dalle situazioni di oppressione. Il momento settimanale di ascolto della Parola non diviene fine a se stesso, in una ricerca di conoscenza vuota, ma stimolo per comprendere meglio il proprio vissuto e alimentare la speranza di un mondo migliore.
La lettura popolare della Bibbia è anche una lettura critica della realtà perché cerca di promuovere dei cambiamenti effettivi nel contesto in cui viene realizzato l’ascolto della Parola. Senza dubbio, un simile percorso può sembrare strano, contrario al nostro modo di accostarci al testo sacro. Soprattutto, può sembrare un metodo che forza il testo sacro per ottenere risposte concrete. Ogni critica è positiva perché aiuta a migliorare il modo di vedere la realtà. È questo che ci sta insegnando la chiesa e cioè che non esiste un unico modo di leggere la Parola, un unico punto di vista da cui guardare. Del resto, se i vangeli sono quattro deve pur significare qualcosa, vale a dire l’impossibilità di cogliere il mistero di Dio da un’unica prospettiva, da uno stesso punto di vista. Per cogliere la bellezza e, allo stesso tempo, la ricchezza del metodo di Lettura popolare della Bibbia occorre fare lo sforzo di spostarsi dal proprio punto di vista, di mettersi da parte per portarsi verso il punto di vista dell’altro, il punto di vista dei milioni di poveri e di oppressi che hanno trovato nella Parola di Dio una lampada per il proprio cammino di salvezza.
Questo tipo di lettura biblica è molto bene illustrata da una storia raccontata da Frà Carlos Mesters, uno dei pionieri della Lettura Popolare della Bibbia in Brasile: “In una piccola comunità di agricoltori molto poveri, è stato letto un testo che proibisce la possibilità di mangiare carne di maiale ( Lv11,7-8;Dt 14,8). La gente presente alla riunione ha domandato:- Che cosa Dio ci vuole dire oggi attraverso questo testo?-La gente ha discusso sull’argomento e alla fine ha concluso:-attraverso questo testo Dio vuole dirci oggi che dobbiamo mangiare carne di porco!- L’argomento usato era il seguente:-Dio si preoccupa soprattutto con la vita e la salute del suo popolo. La carne di maiale, quando non è tenuta bene, può provocare malattia e morte. Per questo, nel tempo della Bibbia, Dio proibiva alla gente di mangiare carne di maiale. Oggi però noi sappiamo come fare con la carne di maiale affinché non provochi malattie, essa non fa più male alla nostra salute. Oltre a ciò, la carne di maiale è l’unica carne che abbiamo qui da mangiare. Se non mangiassimo questa carne non faremmo bene alla nostra salute né alla salute dei nostri figli. Per questo oggi Dio ci comanda di mangiare carne di maiale. Dobbiamo essere fedeli alla parola di Dio!”

Si comprende molto bene che è un modo di leggere la Scrittura che ha i poveri come interpreti. Il testo è incorporato alla loro vita e la loro vita al testo, che è percepito come frutto di una comunità che lotta per la vita e crede nel Dio della Vita. Per i poveri la Parola di Dio non sta nella lettera delle Scritture, ma nella lettura della Scrittura che attualizza l’azione salvifica, protettrice e liberatrice di Dio con i poveri.


Il corso che gli amici della Lettura Popolare della Bibbia hanno promosso si avvale della presenza di Maria Soave Buscemi, italiana che vive da più di vent'anni in Brasile e da molto tempo accompagna diversi gruppi di lettura popolare della Bibbia. Soave, per la competenza acquisita in tanti anni di studio e di pratica é invitata in varie parti del mondo dalle chiese evangeliche per presentare questo metodo. Assieme a Soave ci sarà anche don felice Tenero, della diocesi di Verona, Fidei Donum in Brasile per molti anni. Entrambi da alcuni anni sono stati invitati dalla CEI a coordinare il percorso formativo al CUM di Verona per tutti i missionari in partenza per l’America Latina. Arrivederci , allora, a sabato 18 aprile all'Oratorio cittadino alle 9 per iniziare questo percorso biblico insieme che sarà senza dubbio ricco di spunti per i nostri cammini di fede e, speriamo anche per il cammino delle nostre comunità.