Visualizzazione post con etichetta satana. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta satana. Mostra tutti i post

martedì 4 agosto 2020

DEMONI E ANGELI - CONFERENZA DI ALBERTO MAGGI






CONVEGNO DI CEFALÙ – NOVEMBRE 2011




Sintesi: Paolo Cugini

Introduzione

La dottrina religiosa ha contrabbandato storielle per far credere ciò che è insensato. Per spiegare un difetto nella creazione, il diavolo, s’inventa la storiella di Lucifero. La Tradizione trasforma Lucifero nel diavolo che porta le creature all’inferno per tutta l’eternità.
Il Vaticano II ci dice che tutte le affermazioni teologiche devono essere fondate dalla Sacra Scrittura. Spesso quello che viene detto come dottrina sicura, non ha fondamento nella Scrittura. Molte persone credono più nel diavolo che in Dio.

La storia di Lucifero appare nel libro di Enoc, un testo apocrifo dei primi secoli del cristianesimo. Il Terzo giorno della creazione un angelo pecca, che poi prende il nome di Satana. Qui appare il peccato di orgoglio di un angelo nel terzo giorno della creazione. Nella Vita Latina di Adamo ed Eva (altro testo apocrifo) questo angelo prende il nome di Stana. Il nome Lucifero nasce dalla fusione di due testi dell’AT di Isaia ed Ezechiele. Gli autori compongono una satira contro i potenti del tempo. Satire rivolte a uomini reali. Ezechiele si rivolge al re di Tiro, mentre Isaia si rivolge a Nabucodonosor, parla di astro del mattino. All’epoca di Isaia si pensava che tutti coloro che detenevano il potere si ritenevano investiti di un dono divino, al di sopra degli altri. Lo chiama astro del mattino, che viene tradotto in latino con Lucifero. Per quattro secoli nel cristianesimo è stato un nome molto bello e usato. Lucifero: portatore di luce. C’è anche un santo vescovo di Cagliari chiamato Lucifero.

È Origene che unisce i due testi. Questa fusione fu la base di una leggenda, che si trasformò in Tradizione che arrivò sino al Concilio Vaticano II. Storie come queste hanno influito nella vita delle persone. La paura del diavolo ha influenzato generazioni di persone. Sono tradizioni extra bibliche che nel sesto secolo vengono rielaborate per una concezione della demonologia che incise sino al Concilio Vaticano II.

Da cosa nasce il bisogno di un diavolo? Nasce dal tentativo di rispondere al problema del male. C’è un Dio buono e uno cattivo, malvagio, che è alla base delle malattie, incidenti, ecc. Nella Bibbia questa concezione del mondo è stata sempre rifiutata, perché c’è la presenza di un unico Dio, autore del bene e del male. Isaia 45: io formo la luce e creo le tenebre. Nel libro del Deuteronomio ci sono 52 maledizioni e dopo c’è l’affermazione di un Dio che gode nella distruzione del peccatore disobbediente. Una delle pagine più orribili è la strage dei primogeniti maschi d’Egitto, bestiame compreso, ad opera di Dio. Che Dio è questo? Nella Bibbia c’è un’evoluzione, una crescita. Genesi 12: si parla di sterminatore, l’autore della strage non è più Dio, ma uno sterminatore: chi è? L’origine va ricercata nel mondo dei pastori beduini, che pensano ad un personaggio misterioso che causa la morte di tanti agnelli durante la transumanza. Gli autori della Bibbia esorcizzano lo sterminatore e ne fanno uno strumento di Dio. Da demonio diventa l’angelo del Signore: è uno strumento con il quale Dio castiga il suo stesso popolo.

I testi più antichi della Bibbia vengono corretti e dove c’era Dio si mette Satana. 2 Sam 24,1 e1  Cr 24.
2 Sam 24: proibizione di fare il censimento. Dio incita Davide a fare il censimento per poi castigare Davide.

1 Cronache: sostituisce Dio con Satana: è Satana che incita Davide a fare il censimento. È l’unica volta nella Bibbia che Satana appare come nome proprio, che tradotto diventa diavolo. Negli altri testi dell’AT Satana è il nome di una funzione, vale a dire l’accusatore. Satana indica una funzione esercitata e faceva parte della corte celeste.

Il Satana indica sia persone reali che simboliche, vale a dire il pubblico ministero, che fa gli interessi del suo sovrano. Questo si vede bene nel libro di Giobbe dove Satana appare tra i figli di Dio. Alla corte del re di persia c’era l’occhio del re, un personaggio che controllava la situazione. Quando Dio riceve i suoi figli, tra questi c’è il Satana, collaboratore di Dio. Mai il Satana ha l’aspetto terribile inventato dal cristianesimo. Gli ebrei si stupiscono di come i cristiani abbiano inventato il peccato originale e il diavolo, due realtà che non esistono nella Bibbia. Il Satana sta nel cielo, è un funzionario di Dio, gira sulla terra.  Con l’avvento di Gesù Satana cambia d’identità.

La religione impone un Dio di cui occorre aver paura. Gesù presenta un Dio esclusivamente buono, amore, che si comunica con l’amore per tutti. Nessuno è escluso dall’amore di Dio. Non è vero che esistono persone impure. Con Gesù inizia una nuova era. Gesù manda i suoi collaboratori a portare questo annunzio.

Vedevo il Satana cadere dal cielo come la folgore. Dio non punisce, continua ad amare. Il Dio di Gesù non premia i buoni e non castiga i malvagi. Dio non punisce e continua ad amare. L’amore di Dio non viene concesso come un premio per i meriti delle persone, ma come un regalo per le loro necessità.

Apocalisse 12: Colui che è chiamato diavolo e satana, fu precipitato sulla terra, cioè non ha più accesso a Dio. Quello che accusava gli uomini presso Dio è stato precipitato sulla terra. Satana si ricicla con le categorie più vicine al diavolo: le persone religiose, che sono più affini al diavolo, vale a dire gli Scribi, farisei, sommi sacerdoti.
Nella nostra ignoranza dire diavolo e demonio è la stessa cosa. Per la Bibbia non è così. Angeli e cherubini: sono realtà differenti.
I cherubini erano mostri posti dinanzi al tempio per impedire di entrare.

Demoni. I vari demoni sono residui della mitologia babilonese divinità pagane degradate a spiriti maligni. I demoni nascono a causa della traduzione della bibbia dall’ebraico al greco. Onocentauro, sirene, fauni, satiri, arpie: vengono tradotti con il termine di demoni. Nel testo ebraico salmo 96 Gli dei delle nazioni sono un nulla (nella traduzione greca si dice demoni). 

Il termine demonio non esiste nella lingua ebraica.
I satiri: divinità metà umane e divine. Nel mondo greco era pan, latino fauno: divinità dei boschi che si divertiva a spaventare le persone. Aveva il corpo metà capra e metà uomo. L’immagine del diavolo risale ad una divinità pagana.

È nel libro di Tobia che appare il termine demonio con il nome di Asmodeo. Il libro di Tobia non è riconosciuto dagli ebrei e dai protestanti.

Al tempo dei Vangeli tra la terra e il cielo si pensava ci fossero degli esseri semidivini che influivano sulla vita umana. Le costellazioni. Ogni persona nasceva con un destino prefissato. Paolo identifica queste potenze con: principati, troni, forze, dominazioni e potestà.

All’improvviso fioriscono i demoni. All’epoca di Gesù tutto ciò che era inspiegabile era attribuito ai demoni. L’epilessia, insonnia, ecc.: era attribuito ad un demonio. C’è una grande fioritura di demonologia. Al tempo di Gesù c’erano categorie particolarmente sensibili all’influsso dei demoni: i novelli sposi e le persone in lutto.

Nei primi secoli del cristianesimo si cercava di capire il problema dei demoni. Le colpevoli sono individuate nelle donne. Sono le donne la causa di tutto. Genesi 6: I figli di Dio s’innamorano delle donne. Agostino odiava il genere femminile. Città di Dio: ancora una volta troviamo una donna all’origine dei demoni. L’associazione tra donna e demonio è presto fatta. Dire donna e dire diavolo era la stessa cosa.

Gesù libera da tutto questo. Gli Evangelisti prendono i demoni come la realtà che impedisce l’accoglienza di Gesù. Demonio è l’ideologia che l’uomo accoglie e lo rende refrattario alla parola di Gesù.
Spiriti impuro: quando proviene da Dio lo Spirito è santo, quando proviene da realtà contraria a Dio è impuro, ma la potenza della parola del Signore può liberare. Il Vangelo ci libera da queste credenze. Gesù ci libera dalla paura di Dio e del diavolo.






lunedì 23 febbraio 2015

SOSPINTO DALLO SPIRITO








Paolo Cugini

Si dice spesso che dell'adolescenza e della gioventù di Gesù non si sa nulla e che soprattutto i vangeli non riportano nulla. E' vero fino a metà. Senz'altro non c'è scritto nulla di esplicito, ma ci sono diversi indizi. Uno di questi lo si trova, ad esempio, proprio all'inizio del Vangelo di Marco dove si dice che Gesù fu sospinto dallo Spirito nel deserto.  Come fa un uomo ad essere sospinto dallo Spirito se prima non si è preparato a ciò, se prima non ha fatto tutta una serie di scelte che permettesse allo Spirito di sospingerlo, di guidarlo? Ci devono essere stati anni di ricerca di Dio, settimane intense di ricerca dello Spirito, seguite da giornate d'intensa preghiera. E poi, sempre per lo stesso motivo, ma dalla parte opposta, ci devono essere state nell'adolescenza di Gesù e ancor di più nella sua giovinezza tutta una serie di no a quella vita materiale, a quelle proposte materiali che non si conciliavano con lo Spirito che stava accogliendo dentro di sé.

Nel deserto. Lo Spirito sospinge Gesù nel deserto. Ma perché, potremmo obiettare noi, proprio nel deserto se vi è appena uscito, se ha appena trascorso tutta l'adolescenza e la giovinezza immerso nel silenzio? E allora perché appena mette piede nel mondo, appena inizia la sua così detta attività pubblica, subito dopo, il minuto successivo, l'istante seguente, lo Spirito lo sospinge da dove era appena uscito, vale a dire il deserto? Perché lo sappiamo  bene che chi ha Dio nel cuore non riesce a staccarsene e allora lo va a cercare là dove l'ha trovato, vale a dire nel silenzio. E' vero che Dio è dappertutto, ma è fuori discussione che lo si trova in modo speciale nel silenzio. E allora l'essere sospinto dallo Spirito nel deserto significa che lo Spirito ci conduce là dove c'è l'amore, la dove c'è il nuovo modo di rapportarsi con Dio che Gesù ha inaugurato, una relazione figliale, che è una relazione d'amore.

Gesù nel deserto non solo incontra l'amore del padre ma è tentato da satana. Certamente non è Dio che tenta il Figlio, come una certa tradizione ci ha insegnato. La tentazione fa parte della dinamica esistenziale di tutti coloro che hanno scelto il Signore, di tutti coloro che si sono decisi in modo definitivo per Lui. Certamente chi non sceglie nulla non è tentato da nulla. Gesù è un pezzo d'umanità come il nostro che però non è stato piegato da satana. Il senso della vita spirituale e dell'azione dello Spirito Santo in noi ha come obiettivo quello di farci divenire delle persone resistenti al male, che non si piegano, ma rimangono in piedi, come il Signore. Bella è l'immagine del libro dell'Apocalisse che descrive Gesù come l'Agnello sgozzato che sta in piedi di fianco al trono di Dio. E' sgozzato, segno della lotta cruenta con il mondo del male, ma in piedi. Il rimanere in piedi non è un semplice sforzo umano, una capacità umana, ma un dono dello Spirito.

E' bene ricordarci e ripeterci questo dato spirituale. La forza e la resistenza al male non sono qualità umane, ma doni dello Spirito. Chi conta sulle proprie forze è destinato a farsi spezzare. La vita spirituale, in questa prospettiva, non è una prova di forza ma, al contrario, un farsi docili, un fare spazio all'azione dello Spirito. Può sembrare la stessa cosa o un semplice gioco di parole, ma non lo è. E' l'esperienza che ce lo insegna. Nel cammino della vita cristiana apprendiamo a non cadere quando con umiltà ci siamo rialzati molte volte e abbiamo imparato ad affidarci al Signore. Non è santo chi non cade mai, ma chi si lascia rialzare dal Signore. Per questo Lui è venuto al mondo per indicarci il metodo, il cammino da compiere per diventare resistenti al male. Ciò significa che dobbiamo stare lontani dai puri, da coloro che pensano di non essere mai caduti per le loro virtù, che pensano che la santità sia un gioco di resistenza, che s'identifichi nel non fare, nel non toccare in altre parole, nel non vivere. Gesù ci chiama alla vita e questa passa nel fare spazio al suo Spirito, nel fidarci di lui, nel lasciarci leccare le ferite, senza volerle nascondere, rinchiudendoci in atteggiamenti ipocriti e meschini. Fuggiamo allora il giudizio sprezzante dei giusti di questo mondo, per gettarci tra le braccia della misericordia del Signore nella certezza che solo l'amore vince il male.