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sabato 1 settembre 2018

L’EVENTO DI MEDELLIN IN UNA PROSPETTIVA STORICA






III CONGRESSO CONTINENTALE DI TEOLOGIA LATINOAMERICANA E CARAIBICA

I CLAMORI DEI POVERI E DELLA TERRA C’INTERPELLANO. A 50 ANNI DA MEDELLIN
SAN SALVADOR 30 AGOSTO- 2 SETTEMBRE 2018




Relatrice: Silvia Scatena
Sintesi: Paolo Cugini

Punti di riflessione dai diversi partecipanti dalla Conferenza di Medellin.
Medellin è stato il punto di arrivo di un lavoro collegiale di un gruppo di vescovi coordinati da Helder Camara. L’obiettivo era quello di traghettare le intuizione conciliari nell’esperienza ecclesiale AL. Tra il ’66 e ’68 furono organizzati alcuni incontri dal CELAM per preparare Medellin. Se questa esperienza collegiale è stata fondamentale occorre segnalare il contributo di altri due fattori.

1.      Una meccanica di lavoro che ha permesso di lavorare assieme in un clima di libertà uomini, donne, vescovi, persone di altre religioni.

2.      Liturgia quotidiana, vero nervo spiritale della conferenza.

A Medellin parteciparono circa 250 persone condividendo tutto, anche perché fu realizzato nel seminario maggiore di Medellin, che dispone di 300 stanze con bagno personale. Per molti vescovi il Congresso fu l’occasione di rinsaldare amicizie e cercare alleati per le lotte che i singoli vescovi affrontavano nei loro paesi. Per Proanio, ad esempio, è stato un balsamo importante, come lui stesso ha detto in una lettera. Dalla fraternità si è passati rapidamente nella comunione di idee. Molti vescovi si conoscevano già, perché parteciparono al Concilio Vaticano II a Roma. Questo aiutò a creare un clima di comunione.

 L’obiettivo delle sei relazioni iniziali non era quella di arrivare a delle conclusioni, ma a stimolare la discussione. Ciò ha permesso di superare in poco tempo molti pregiudizi, soprattutto per quelli che erano giunti a Medellin senza troppe aspettative. Helder Camara scrisse: la conferenza farà bene a tutti, perché spinge a studiare e a riattivare lo stile del concilio fatto di relazioni tra tutti. Nella liturgia del primo giorno viene letto il brano dell’Esodo che racconta il cammino del Popolo dietro a Mosè. Il parallelismo con il popolo latinoamericano fu colta immediatamente. Dio desidera essere amato nel fratello povero. Il cammino pastorale deve lavorare per costruire il Regno di Dio. Lavorare per la promozione umana significa lavorare per il Regno di Dio.

La liturgia del 29 agosto venne commentata come la distanza tra gli apostoli e la forza della Parola che attua in modo segreto ma in modo efficace. Viene chiesta la forza dei profeti. L’assemblea si interrogò sul profetismo dei pastori presenti, per riuscire a lavorare con profezia in mezzo al popolo di Dio.

Il 30 di agosto la liturgia come sempre guida i lavori del giorno. L’Eucarestia ricordava santa Rosa di Lima. Il tema affrontato fu l’impegno dei cristiani. La chiesa dev’essere fermento di giustizia. Come Mosè era aspettato dal popolo, così i pastori riuniti nel seminario maggiore di Medellin erano aspettati dal popolo latinoamericano. I pastori dovevano essere all’altezza, lavorando per la realizzazione di un ordine nuovo, per aiutare il popolo a raggiungere condizioni di vita più umana, così come aveva indicato Paolo VI nella Populorum Progressio.

Nella domenica i vescovi che partecipavano al Congresso si divisero per andare a celebrare la messa nelle comunità e parlare con il popolo. Ci sono molte testimonianze di questa domenica nei diari dei vescovi che hanno partecipato al congresso di Medellin.

Si è discusso molto sulla possibilità di realizzare un unico documento finale. Poi Pironio indicò la possibilità di un testo unico che raccogliesse i lavori delle 16 commissioni. Si percepì che quello che stava avvenendo era sulla linea dei grandi concili della Chiesa.

La fase più critica della Conferenza è stata la riflessione sul tema della povertà della Chiesa. Essere sacramento di salvezza in una situazione sociale massacrata dalla povertà.

Significativa è stata l’ultima eucarestia del Congresso di Medellin in cui parteciparono i cinque osservatori non cattolici.  Chiesero di essere ammessi alla comunione, visto che avevano condiviso per diversi giorni nei lavori congressuali. In modo insperato la presidenza appoggiò la sollecitudine. La sorpresa fu grande per tutti.


venerdì 31 agosto 2018

I CLAMORI DEI POVERI E DELLA TERRA C’INTERPELLANO. A 50 ANNI DA MEDELLIN






III CONGRESSO CONTINENTALE DI TEOLOGIA LATINOAMERICANA E CARAIBICA


SAN SALVADOR 30 AGOSTO- 2 SETTEMBRE 2018


MEMORIA GENERATIVA DI MEDELLIN
[I congressi continentali di teologia, giunti alla terza edizione (2012, 2015 i precedenti) sono un’iniziativa di Amerindia, la rete continentale dei teologi della liberazione]

Relatore: Pe  Pablo Bonavia (Uruguay)
Sintesi: Paolo Cugini

Stiamo parlando del presente e non del passato. Occorre andare alla radice di Medellin perché è parte di una comunità narrativa. Solo nella chiesa cattolica succede che cisi trova a discutere un documento dopo 50 anni. Ciò che importa è che quando facciamo memoria stiamo cercando le linee fondamentali della nostra identità. La nostra identità di cristiani è inseparabile dalla memoria del Gesù storico. Nessuno ha cambiato così tanto la vita della terra come Gesù. La nostra memoria è pericolosa perché mostra la debolezza di ciò che noi stiamo idolatrando. La prima comunità si è trovata nella narrazione del Vangelo. Dopo che questa memoria ha perso forza, il nostro cammino si è indebolito. Medellin si è innestata in questa storia messa in atto da Gesù ed è stata capace di riprendere la positività della sua memoria storica. Medellin è un documento di fondazione. Con Medellin nasce la chiesa con il volto latinoamericano e caraibico. Ha un volto proprio. Non è uno dei tanti documenti della chiesa, perché ha il carattere di fondamento, di matrice. La sua originalità è nel modo di essere prodotto, nel cammino che c’è stato per produrlo, per farlo diventare qualcosa di unico. Il documento di Medellin cerca di riprodurre la pratica pastorale e sociale che già era presente nel continente. Medellin ha raccolto ciò che lo Spirito Santo stava elaborando nelle CEBs, nella Teologia della Liberazione, nell’educazione popolare. Medellin ha raccolto ciò che di buono c’era. Non è stata un’illuminazione improvvisa di qualcuno, ma ha raccolto ciò che di buono c’era e stava crescendo in America Latina.

La fedeltà di Medellin al Concilio. Medellin non termina in un programma, ma ci dà la possibilità di un nuovo volto di Chiesa. In AL si lavora non con programmi, ma con processi. Processo che consiste in apprendere da tutti e da tutto. E’ stato detto che Medellin ha riprodotto la novità del Concilio, ma Medellin è andato oltre. Dobbiamo riprendere Medellin, non il programma, ma il processo che lo ha prodotto. La prima cosa che Medellin ha ripreso dal Concilio è quello di superare il narcisismo della Chiesa, per decentrarsi da se stessa e non sentire la responsabilità di costruire il nuovo mondo, perché chi lo sta costruendo è Dio. I vescovi a Medellin si sono considerati non autorità, ma parte di un problema, del processo. A Medellin è chiaro questo aspetto. Siamo parte di un mondo che deve cambiare. Per questo Medellin era credibile, perché gli attori si mettevano in discussione, si sentivano parte del problema. Non erano analisi settiche, ma che coinvolgevano le persone. I vescovi si sentivano parte del cammino, tanto nei processi postivi che negativi. Medellin riprende anche l’immagine di una chiesa locale e il suo valore teologico. Ogni chiesa locale è la chiesa intera funzionando in un luogo. Medellin devolve creatività e iniziativa. In Medellin la chiesa latinoamericana diventa una chiesa di fuoco. Tutta la chiesa in un luogo. In Medellin i vescovi riconoscono che la povertà ha una ricchezza maggiore di tutte, per poter dare al mondo ciò che il mondo ha bisogno. Ernesto Balducci diceva che con Medellin assistiamo al ritorno delle Caravelle. Perdere l’abitudine di desiderare di essere come gli altri: è questa libertà che la Chiesa di Medellin ha esercitato sulla chiesa LA, e cioè ha smesso di desiderare di essere qualcosa d’altro ed si è concentrata sulla propria identità, la propria specificità.

C’è poi il tema dei poveri. La solidarietà con i poveri accompagna tutta la storia della chiesa. In Medellin questo aspetto si colloca nel centro del cammino, della sequela a Gesù. Porre il povero al centro non solo come vittima, ma come forza storica, per scoprire i suoi valori culturali, la sapienza del povero. Centro del Regno di Dio è il povero. E’ il primo documento della chiesa universale che pone al centro il povero, che è visto come soggetto, capace di portare luce, forza e progetto. Nessuno è un soggetto solo, ma siamo insieme. Questa aspetto è uno di quelli che attraversano i capitoli del documento di Medellin.
Riscoprire nella categoria della colonizzazione ciò che avviene nelle relazioni. Occorre riscoprire la sapienza occulta del nostro popolo.

Aula dell'Università dell'America Centrale (UCA) dove si sta svolgendo il Congresso

La UCA è un'università in mezzo al verde


Congiuntura politico-economica latinoamericana e caribica
Relatore: Pe Elio Gasda (Brasile)
Sintesi: Paolo Cugini

Analisi sistemica e macro. Il sistema è il capitalismo neo-liberale. L’AL è in una crisi permanente, una catastrofe, annichilamento della sostanza umana e naturale della società. Non possiamo esigere da questo sistema quello che non può dare.

Tesi: siamo all’inizio del consolidamento della forma mai pura del capitalismo. Il capitalismo si basa sull’individualismo quindi non ha società, né giustizia, ma la logica del capitalismo. Attività economica: massimizzare il beneficio. Legittimità dell’avarizia. Abbiamo i quartieri ricchi nelle città circondati da muri. Il capitalismo è cambiato, è peggiorato. Negli anni ’80: logica degli opposti, logia di minimo e di massimo. Minimizzare beneficio sociali, educazione, salute. Massimizzare l’accumulo di ricchezza, militare. La categoria forte: il capitalismo estremo.
Perché questo sistema si mantiene? Perché il popolo non si oppone?

W. Benjamin: il sistema non morirà di morte naturale, ma rinasce, e si rinnova adattandosi incorporando la critica per non perdere la seduzione e la fiducia della società. Il capitalismo è molto vivo negli stili di vita, nel comportamento del popolo. Le persone pensano con la logica capitalista. Consumo, tecnologia e carta di credito: capitalismo infiltrato nella vita quotidiana del cittadino. Qual è la forma di persuasione più attuale? Il sistema ha incorporato la critica dell’ambiente. Il nuovo concetto seduttore è lo sviluppo sostenibile. Tutti credono che il sistema sia sostenibile. La società ci crede. Il neoliberalismo non è solo un’ideologia: è una nuova ragione della civiltà.
M. Thacher: l’economia è il metodo. L’obiettivo è l’anima.

Il sistema non funziona senza raggiungere gli affetti degli individui. E’ un sistema che crea soggetti neo liberali: meritocrazia. Se si ha il neoliberalismo si ha un nuovo soggetto che pensa come neoliberali. Questo è stato l’ultimo trionfo del neoliberalismo: conquistare le persone, sedurle.  Le imprese non producono solo prodotti, ma idee, modi di comportarsi. Il soggetto neoliberale è depoliticizzato.

La società mercato: Evangelii Gaudium 54. Siamo nella società mercato, regola assoluta. I mercati sono una somma d’interessi che regge il potere sulla società, sui governi. Il neoliberalismo ha trasformato tutto in mercato. E’ un estremo. Questo sistema è un modello di civiltà, con un ordine, una cultura, un’antropologia. Il capitalismo si è convertito in un fenomeno naturale.

Il capitale finanziario controlla la politica. La disputa politica ha cambiato di luogo. Ci sono grandi corporazione che sono classificate sistematicamente significative. Ci sono 20 corporazioni che lavorano con un capitale enorme. Miliardi di dollari in mani di pochi che decidono il destino di milioni di persone. Sono capaci di provocare rotture nei paesi solo per controllare la politica.
Entriamo in una nuova fase delle politica LA. I voti non sono più decisivi per il potere legislativo e giudiziario.

Essere progressista non significa più essere di sinistra. Governi progressisti possono essere funzionali al sistema. La sinistra va al potere e governa come se fosse la destra. Non si cambia la struttura sociale. C’è stato un aumento della disuguaglianza. Grande impresari continuano a guadagnare soldi come mai è successo.

Mito della crescita economica: il consumo è la soluzione della promozione dei poveri. Molti governi progressisti hanno finanziato l’invasione e la distruzione dell’Amazzonia da parte delle multinazionali. Con i denaro si compra tutto. La povertà si risolve con il progresso: è quello che si è sostenuto. Si sono visti pochi progetti di sinistra nei governi progressisti. I ricchi hanno un metodo, valori. Questo sistema ha ridotto lo spazio politico delle nazioni. Influenza delle corporazioni. Ci sono avversari politici forti fuori dai partiti.

C’è un neo-Stato. Privatizzazione della democrazia. Non ci possono essere rivendicazioni di giustizia. E’ il mercato che decide. La violenza è stata istituzionalizzata dallo stato. Il capitalismo è incompatibile con la democrazia. Le istituzioni sono regolate dalla privatizzazione. La politica è del capitale. Francesco: non c’è futuro in questa sottile dittatura. Tutti i politici sono milionari.
La disuguaglianza estrema. l'economista Thomas Piketty ha sostenuto che la concentrazione della ricchezza è l’origine della disuguaglianza.

Tecnologia: serve per i ricchi che non sono interessati al benessere della natura.

Sfruttamento del lavoro. E’ una delle cause della disuguaglianza. Ci sono sempre meno condizioni umane nel lavoro. E’ una delle conseguenze del neoliberalismo. C’è uno sfruttamento dei lavoratori affinché il capitale possa crescere in modo illimitato. Non c’è la preoccupazione con la situazione di disuguaglianza.

La corruzione. Papa Francesco: chi vive nella ricchezza non vede l’essere umano e il povero. Il tema della corruzione apre le porte a tutti i tipi di delitti. Il neo-stato punta al sistema corrotto. Banchieri comprano accordi e politici per assicurare il loro potere. Lo stesso vale per le grandi corporazioni. Paradisi fiscali: sono elementi centrali dell’attività del lavoro finanziario. C’è una corruzione radicata dentro il sistema. Buona parte dei soldi dei paradisi fiscali servono alla distruzione dell’Amazzonia. La corruzione sostiene il sistema iniquo, come dice Francesco. La corruzione si sviluppa con la concentrazione del potere. La corruzione è funzionale al potere.

La peggior dittatura è quella del potere giudiziario. La dittatura dei soldi ha bisogno della dittatura della giustizia. Chi impone le leggi è chi impone il potere. Diritto e politica sono forme uniche. La presenza degli interessi delle corporazioni controlla il diritto. La profondità di questo potere è arrivato a livelli estremi. Il diritto è strumento del potere. In questo modo il sistema si mantiene. Il diritto è sempre stato a servizio dei ricchi. Il neo- Stato nega il diritto e non è soggetto a democrazia. E’ il diritto della destra. L’élite del denaro crea un sistema che coinvolge anche il diritto. Questa dimensione del potere aiuta a capire che cosa sta succedendo nel continente. Siamo dinanzi ad una nuova realtà.

Ci sono due stati paralleli: quello dei grandi e quello dei piccoli. Lo stato ha carta bianca per praticare violenza e torture sui poveri. C’è la criminalizzazione dei poveri ed è un’eredità che viene da lontano. Siamo in una nuova fase della guerra contro i poveri. Ciò che interessa è una vita produttiva. Le vite scartate sono vulnerabili. Manca tutto per i poveri: salute, educazione, ecc. I poveri son invisibili al diritto. A Rio de Janeiro, ad esempio, la violenza è arrivata a dei livelli spaventosi. Si accusano i poveri di violenza, ma lo stato non garantisce nulla. Non possiamo sperare in un futuro migliore.

La Cina. Non si può parlare di AL senza parlare di Cina, che è presente in molti progetti imprenditoriali, grandi opere di infrastrutture. Le dighe, le strade, i metrò, i ponti, i porti, il canale di Nicaragua. Progetti finanziati dai banchi cinesi. La Cina ha aumentato le spese militari di molto. Ha aperto una base in Patagonia. La Cina ha aumentato il mercato in modo impressionante ed è il più grande alleato commerciale in AL: supererà gli USA.

Domande:
Il capitalismo è un modello superabile? Cosa ci sarà dopo il capitalismo? Le proteste sono sufficienti? Qual è la grande sfide?

Medellin- Salvador 2018
Che cosa significa ritornare alle origini? Abbiamo bisogno di un nuovo Medellin? Abbiamo bisogno di un altro concetto di liberazione?




sabato 25 agosto 2018

UNA CHIESA ATTENTA ALLA STORIA - DAL CONGRESSO DI MEDELLIN



CONGRESSO ECCLESALE 50 ANNI DI MEDELLIN
PROFEZIA, COMUNIONE E PARTECIPAZIONE

23-26 AGOSTO 2018
MDELLIN-COLOMBIA
IL DOCUMENTO DI MEDELLIN: OPZIONI FONDAMENTALI
FONDAMENTI BIBLICI –TEOLOGICI

Relatore: Pedro Maria Trigo (Venezuela)
Sintesi: Paolo Cugini

Noi cristiani dobbiamo imparare capire la realtà alla luce di Gesù Cristo e vedere che realtà possiamo realizzare. Il criterio che troviamo nel Documento di Medellin (DM) è lo sviluppo della realtà dei poveri per passare da una situazione di povertà ad una situazione migliore.
C’è un continuo riferimento allo sviluppo dell’uomo. Ci sono due aspetti importanti: la vita ha un carattere storico. Vivendo la vita seguendo il cammino di Gesù, lo incontriamo. Il secondo è quello di camminare insieme.

La vita è storica. Il DM dice che siamo in un momento storico. Dice anche che la finalità di Dio è l’umanizzazione degli uomini e le donne. Tutto ciò che realizza la trasformazione degli uomini dev’essere valorizzata. Il soggetto della storia non può essere un gruppo privilegiato. Gli uomini non possono essere oggetti ma protagonisti della loro storia.

La chiesa ha una grande responsabilità storica per compiere il progetto di Dio. Siamo coscienti diceva la Gaudium et Spes (GS) che sta nascendo un nuovo umanesimo. Occorre fare in modo che tutti partecipino al cammino della storia. I potenti sono spesso disumani, perché vogliono lasciare fuori dal cammino della storia la maggior parte delle persone.

C’è un impegno di liberazione che la chiesa deve guidare. Questo processo ha prima di tutto una indole temporale, in ordine alla trasformazione della storia. Questo impegno deve essere un segno di sviluppo. Questo Cammino nel DM è spigato nel capitolo sulla catechesi. L’AL vive oggi un momento storico che la catechesi non può ignorare. Spetta alla catechesi aiutare lo sviluppo integrale dell’uomo. La responsabilità nella storia è la responsabilità con la conversione degli uomini e delle donne. L’originalità del messaggio cristiano è la conversione del cuore dell’uomo. Non si costruisce un continente novo senza uomini e donne nuove. Il cristianesimo dev’essere compreso come un cammino di liberazione. Come cristiani crediamo che il cammino di liberazione della storia è inserita nel cammino di salvezza. La storia non è umana se non salva dalla disuguaglianza.

L’ impronta divina nella storia la vediamo nell’integrazione degli uomini nel cammino dell’amore di Dio. L’opera divina è un processo di liberazione integrale. Cristo attivamente presente nella storia, anticipa la realizzazione definitiva attraverso l’opera della comunità che vive il suo Vangelo. L’umanizzazione allora, si realizza nella storia. La storia è di Dio con gli esseri umani. Il processo d’incarnazione di Cristo indica il cammino.
Il testo liturgico non è autentico se non indica un impegno di umanizzazione nella storia. La missione della chiesa non si realizza con la forza ma con la testimonianza. Solo la povertà evangelica della Chiesa potrà mostrare il volto di Cristo nella storia.
La situazione storica e l’attenzione alle persone è parte fondamentale della catechesi: è questo che sosteneva il DM.

Interpretare i segni dei tempi. Lo diceva il Concilio e lo riprende il DM. Occorre realizzare un continuo discernimento per una fede adulta costantemente confrontata con le sfide attuali. Storia è un luogo teologico che esige un continuo sforzo di interpretazione. Per questo, la chiesa deve continuamente incentivare la formazione dei laici e delle laiche, per aiutarli a realizzare un discernimento dei segni dei tempi, per capire gli eventi e impegnarsi nel cammino di discernimento.
Lo stesso il DM diceva ai preti per fare in modo che i pastori si mettano sempre a disposizione per aiutare le comunità a leggere i segni dei tempi, a vivere nella storia senza lasciarsi travolgere dagli eventi, ma interpretandoli alla luce del Vangelo. Per questo il seminario non può essere un’isola fuori dal mondo, ma dev’essere ben inserito. In seminario dovrebbe realizzarsi continuamente una lettura del segno dei tempi per formare pastori ben incarnati nella realtà.

La Chiesa deve aiutare per risvegliare l’umanità al compito di umanizzazione. Questo aspetto è decisivo perché Gesù è la luce del mondo, della vita: è questa luce che dev’essere vista. La Chiesa non è maestra se non s’incarna nella storia. Il DM chiama continuamente ad assumere la responsabilità del cammino di umanizzazione, della lotta per la giustizia contro ogni forma di discriminazione. La chiesa dev’essere schierata in questa lotta.
C’è un cammino di personalizzazione che deve poter aiutare ogni uomo ed ogni donna a riscoprire in ogni momento la propria dignità di figli e figlie di Dio. Per questo occorre fare di tutto per terminare la separazione tra fede e vita.
La catechesi deve avere sempre di vista la realtà per poterla interpretare. Una chiesa che partecipa alla vita sociale e politica è una chiesa che può essere luce per il mondo. Non può rimanere chiusa nelle chiese e non può bastargli di celebrare dei pontificali. Occorre favorire l’organizzazione di base delle comunità. Il riferimento è chiaro alle Comunità Ecclesiali di Base (CEBs) che sono il primo nucleo ecclesiale che aiuta ad espandere la fede. La parrocchia, in questa prospettiva, deve sempre di più decentralizzarsi.

L’impegno per i poveri accompagna e attraversa tutto il DM. La solidarietà con i poveri è fondamentale per la chiesa assomigliare al cammino di Gesù. Il DM venne accusato di essere marxista da coloro che non volevano che si realizzasse questo progetto evangelico, che faceva e fa ancora paura ai potenti che vivono sulla carne dei poveri. E’ la stessa critica che fanno a Papa Francesco per lo stesso motivo.

La devozione non ha per centro Gesù Cristo ma altre cose. Se nella devozione al santissimo sacramento non c’è conoscenza del Vangelo diventa qualcosa di strano. I potenti hanno bisogno del popolo e per questo utilizzano la devozione e la chiesa per raggiungere i propri obiettivi.
Crediamo nel paradigma di Gesù nell’umanizzazione dell’umanità: è in questo che crediamo e che sia possibile anche con il nostro impegno. Crediamo che il Vangelo sia la cosa migliore da vivere.
Quello che propone il DM è possibile!





IL DOCUMENTO DI MEDELLIN
VALORIZZAZIONE PASTORALE DAL MAGISTERO DI PAPA FRANCESCO

Relatore: Maria Clara Lucchetti Bingemer (Brasile)
Sintesi: Paolo Cugini

Il Concilio Vaticano II è stato un evento fondamentale del secolo scorso. Il Concialo ci insegnava a stare attenti alle persone, soprattutto ai poveri. L’occupazione principale della Chiesa dev’essere quella d’incarnarsi nelle situazioni, soprattutto, quelle che gridano alla giustizia. Il DM assunse questa sfida cercando un cammino che si adeguasse al Continente.

Il DM percepisce l’accumulazione delle risorse in poche mani provocando situazioni di ingiustizia. Dinanzi a questa realtà la chiesa s’interroga come evangelizzare in questa situazione.
Medellin ha avuto tre priorità:
1.      nuova prospettiva per comprendere la chiesa
2.      Nuovo modo di pensare la fede con il metodo vedere, giudicare e agire.
3.      Stimolo per un nuovo modo di essere chiesa attraverso l’appoggio delle CEBs. Ciò fu percepito con una Ecclesiogenesi, aiutata dalla lettura popolare della bibbia.

E’ la chiesa di AL che ha aperto la chiesa all’amore preferenziale per i poveri, aprendo una nuova tappa del pensiero sociale della chiesa. La chiesa LA ha un messaggio per tutti, per lottare contro le ingiustizie causate sia dal capitalismo che dal marxismo.
Una chiesa che non separa fede e giustizia: sono le basi della teologia della liberazione che è una riflessione critica sulla pratica, che comincia con un’esperienza mistica, dall’incontro con il Signore. Questa teologia vuole contribuire con la lotta dei poveri per una società più giusta e fraterna. La Chiesa capiva che occorreva avvicinarsi ai poveri.

Dopo 50 anni capiamo che il DM è stato un passaggio fondamentale non solo per la chiesa del Continente, perché ci ricorda che mai possiamo dimenticare i poveri. La povertà di tanti fratelli e sorelle chiama i cristiani a porsi al loro lato, ad assumere la povertà evangelica, per rompere l’egoismo che deriva dal modello capitalista Occidentale. La Chiesa a Medellin vuole assumere un volto povero.

Medellin percepisce che c’è una povertà socio-culturale. Questa intuizione è stata sviluppata dalla teologia del popolo che si è affermata in Argentina. L’attenzione ai poveri ha caratterizzato il magistero di Papa Francesco. Già in Argentina Francesco vive con questa sensibilità. Quando parla della gioia del Vangelo dice quello che sta vivendo. La gioia è gratuita e profonda. Secondo Francesco i poveri sono maestri spirituali, che offrono una vera mistica. L’opzione per i poveri è implicita nella prospettiva cristologica e non è appena una scelta sociale. La Nuova Evangelizzazione ci spinge verso i poveri per essere loro amici.



Uno dei cardinali presenti al Congresso




TAVOLA ROTONDA
PROSPETTIVE DEL FUTURO PER LA CHIESA LATINOAMERICANA
DAI 50 ANNI DI MEDELLIN

Relatore: Maria Cristina
Sintesi: Paolo Cugini

Nel tempo della storia della salvezza c’è un posto speciale per la risposta di Dio al grido dei poveri. La Chiesa è la comunità di tutti gli innocenti della storia. La mediazione della chiesa partecipa alla creatività di Cristo.
Due elementi: l’uscita missionaria e la conversione pastorale. La prima sfida è essere una comunità in uscita, una chiesa in movimento. Un’uscita fuori per evangelizzare il popolo. Uscita anche dai nostri paradigmi teologici che non sanno comprendere le sfide di oggi. Uscita per essere vicini alla vita. Dobbiamo umanizzare con la comunione con i più poveri. Nel cammino della conversione ci dev’essere la radicalità del Vangelo. La religiosità popolare e la lettura popolare della bibbia, assieme alla vita comunitaria sono elementi fondamentali nel cammino di conversione della chiesa LA.

Oggi siamo responsabili della terra. Francesco ci ricordo che il problema è il nostro modo di abitare la terra. La conversione ecologica ci deve condurre a cambiare il nostro modo di relazionarci con la natura. E’ un segno dei tempi il grido della terra. La Laudato Sii è una proposta pedagogica e spirituale che deve aiutarci a maturare nella solidarietà globale per farci comprendere che siamo parte del mondo, del cosmo. Solo così possiamo arrivare a conviere nella diversità.

Alfonso Murad
Cinque priorità:
1.      Stiamo pescando nell’acquario. Occorre optare per una chiesa comunità che evangelizza in dialogo con il mondo contemporaneo. A volte ci manca coraggio. A Medellin c’era un grande profetismo: oggi dovremmo avere un po’ di sapienza per i 50 anni che sono trascorsi.
a.       Promuovere la sussidiarietà, collegialità e protagonismo dei laici;
b.      Celebrare una liturgia significativa e inculturata
c.       Mettere al primo posto la missione e non gli interessi istituzionali

d.      Realizzare l’azione pastorale simultaneamente in gruppi, eventi di massa e spazio mediatico;
e.       Assumere attitudini pubbliche di visibilità profetica. Visibilità profetica indica Gesù e il regno di Dio; non indica eventi di massa o spettacolari

2.      Collaborare per una società inclusiva, equitativa e sostenibile (presenza pubblica in vista di una nuova società). Occorre apprendere con chi abbiamo vicino.
a.       Coltivare la dimensione comunitaria e sociale della fede cristiana
b.      Dal sociale per il socio-ambientale

3.      Modificare l’iniziazione teologico-pastorale e spirituale nei seminari e nelle case di formazione. Oggi la formazione dei seminari non crea dei pastori ma dei principi! Creiamo padroni e non persone che si fanno servi.
a.       Stabilire criteri di selezione e applicarli
b.      Considerare le differenze etiche e culturali

4.      Strutturare la formazione a partire dalla Bibbia, linguaggi e metodi nuovi. Combinare le modalità di lezioni presenziali con quelle a distanza.
5.      Dare attenzione speciale alle nuove generazioni
a.       Stare vicino ai giovani
b.      Offrire diverse alternative di evangelizzazione
c.       Promuovere la catechesi come iniziazione cristiana
afonsomurad.blogspot.com


Augusto Zampini
Riquezas/talentos.
·         Dinamismo e sviluppo
·         Ricchezza dell’ambiente
·         Ricchezza spirituale
Sviluppo: l’AL è una società in movimento.
Per uno sviluppo umano e integrale occorre includere l’ambiente naturale e sociale. In AL abbiamo il 40% della biodiversità del mondo. E possediamo il 30% dell’acqua dolce del mondo. Tutte le forme in cui viviamo sono interconnesse tra di loro.
a.       Abbiamo molto resistenza a cambiare le nostre attitudini
b.      Dimensioni della spiritualità: iconica, liturgica, ascetica
Prospettive future: sono già contenute nella Laudato Sii, soprattutto le proposte contenute nella liturgia e nella catechesi.

La cappella del seminario di Medellin dove si sta svolgendo il Congresso


PROFEZIA COMUNIONE E PARTECIPAZIONE-LA CHIESA LATINOAMERICANA IN CONGRESSO



La sala dell'università pontificia di Medellin dove si è tenuto l'evento iniziale del Congresso


cattedrale di Medellin

messa di apertura del Congresso


CONGRESSO ECCLESALE 50 ANNI DI MEDELLIN
PROFEZIA, COMUNIONE E PARTECIPAZIONE

23-26 AGOSTO 2018
MDELLIN-COLOMBIA

SITUAZIONE SOCIALE, POLITICA, CULTURALE ED ECOLOGICA DELL’AMERICA LATINA OGGI. NUOVI SCENARI IN RELAZIONE AL ‘68

Relatore: Juan Luis Hernandez,
Sintesi: Paolo Cugini
Ci sono due eventi importanti che occorre segnalare. Il primo è papa Francesco, che viene proprio dal continente Latinoamericano. Il secondo è la canonizzazione di Mons Oscar Romero.

Sul continente LA Dio ha proiettato una grande luce che è stato il documento di Medellin. Siamo negli anni ’60 del secolo scorso ed era l’epoca delle dittature militari e con i paesi LA pieni di poveri. L’evento di Medellin ha dato grande speranza a tutti. Medellin ha invitato la Chiesa LA a unire la fede con la vita, una fede che s’impegna con i più poveri. Oggi siamo qui perché c’è stato un evento come Medellin.

Attualmente l’AL è la regione più diseguale del mondo e dove avvengono molti omicidi. Siamo la regione più violenta del mondo. I latinoamericani sono Cattolici. E’ un paradosso. I personaggi politici, come i paramilitari, come gli assassini si dichiarano cattolici.
A Medellin ci si chiedeva che ermeneutica sociale e politica era necessaria. Dobbiamo ascoltare i clamori del popolo dell’AL.I grandi problemi sono: l’immigrazione, la depredazione del territorio, la corruzione.

Cinquanta anni fa ci si preoccupava della dittatura politica. Oggi ci dobbiamo preoccupare con la dittatura del mercato. C’è la supremazia di un potere arrogante e ignorante. Un’altra sfida è che necessitiamo di uno stato minimo di diritti. Abbiamo bisogno di una vita politica in cui la gente partecipa.

Capistocrazia: negli ultimi anni gli elettori hanno votato persone ignoranti, che leggono poco. Ormai i ricchi hanno capito che il miglior luogo per fare i propri interessi, per essere ancora più ricchi è la politica. Il neoliberalismo ha minato le nostre strutture politiche. La scuola e l’educazione stanno male. Il territorio è fondamentale nella vita politica. Chi domina il territorio locale nell’AL sono coloro che hanno grandi interessi.
Per affrontare la corruzione ci sono due entità importanti: la scuola e la parrocchia. Occorre tornare alle scuole e alle parrocchie. Occorre lavorare sempre di più nella formazione della persona. Occorre formare quadri di persone che entrano nella politica con l’attenzione alla dignità umana e non ai propri interessi. Occorre recuperare gli ideali che la chiesa ha sull’uomo.

Mons Francisco Nino
Dinanzi alla disuguaglianza occorre lavorare per l’inclusione. Dinnanzi alla corruzione, occorre proporre la decenza. La violenza deve essere sostituita dalla vita. La devastazione del territorio deve portare a lottare per la casa comune. Negli ultimi quindici anni la povertà e la miseria non sono calate in AL. Nel Brasile ci sono il 27% che vivono nella povertà, in Colombia il 20, mentre in Danimarca il 6%.
Nel territorio AL abbiamo di 40 milioni di Indios. In 10 anni l’AL ha perso 64 milioni di ettari di terra della sua superfice terrestre.
In AL avvengono il 50% degli assassini nel mondo. In Honduras ci sono 87,5 assassini ogni 100.000 persone; in Giappone 2.

gli incontri avvengono nel seminario di Medellin






SITUAZIONE SOCIO.RELIGIOSA E PASTORALE DELL’AMERICA LATINA OGGI. NUOVI SCENARI IN RELAZIONE AL ‘68

Relatore: Yolanda Valero Cardenas,
Sintesi: Paolo Cugini
La missione in AL è stata segnata dalla sofferenza e dal dono della vita in difesa del diritto dei poveri, attraverso l’esempio di missionari audaci e profeti che continuano animando la nostra missione. Costruire memoria è un lavoro fondamentale. E’ questa una luce che la Chiesa LA vive con l’esperienza di Medellin.

Apporti di Medellin:
Possibilità della chiesa di comprendersi in un modo nuovo, come popolo di Dio in cammino; tutta la storia è un luogo permanente della manifestazione di Dio Al centro della riflessione c’è la prassi. Dinamismo ecclesiale che, impulsionato dallo Spirito, ha segnato con Medellin la vita della chiesa nel Continente, segnando profondamente il cammino pastorale.

Se il Concilio voleva aprirsi al dialogo con il mondo, ebbene questo è avvenuto senza dubbio a Medellin. I poveri diventano i protagonisti più significativa della vita e del continente. I poveri sono percepiti come sacramento della presenza di Dio. Per questo la chiesa s’impegna con la promozione umana e con la giustizia.

Medellin assume la ecclesiologia del popolo di Dio che si realizza nelle CEBs (Comunità Ecclesiali di Base), compromessa con la liberazione del popolo, valorizzando la religiosità del popolo. Si realizza allora, una teologia contestualizzata, con la lettura popolare ella Bibbia e una nuova evangelizzazione attraverso la catechesi, la liturgia contestualizzate. Medellin continua suscitando un’autentica conversione pastorale di comunità e istituzioni.
Parlare dei poveri significa mettersi a disposizione per aiutare a liberarsi dall’oppressione. La chiesa è preoccupata con i modelli economici e culturali che creano situazioni di disuguaglianza. Per questo incoraggia in ogni attività il legame tra fede e vita.

Novità rispetto al ’68. Medellin continua ricordando il valore di una chiesa comunità di comunità, che vive la comunione, perché la comunione è missione. Papa Francesco segna il cammino attuale delle comunità con le idee di Medellin, che poi vengono riprese dal documento di Aparecida (2007) e che trovano un’attualizzazione significativa nell’Evangelii Gaudium.

Guilermo Campuzano
La crisi della chiesa oggi siamo noi.
La Laudato Sii di Papa Francesco permette alla chiesa di entrare in dialogo con la realtà del mondo. La realtà virtuale che si sviluppa con l’accesso diffuso delle tecnologie e di internet ha una grande incidenza nella vita religiosa. Oggi assistiamo al fenomeno della mobilità umana e della pluralità umana. Questi fenomeni nuovi generano l’aumento della xenofobia. La virtualità sta rompendo le culture monolitiche. Le autentiche culture devono mettersi in dialogo. La chiesa si è convertita in una consumatrice di cultura. Il cattolicismo di oggi porta il segno della virtualità e del consumo individualista. Oggi il 60% della popolazione AL utilizza internet. Oggi non si può più controllare nulla.
La persona umana di oggi sta cercando una salvezza più concreta. Il consumatore ha la possibilità di passare da una religione all’altra. In questo transito c’è l’esperienza della duplice o triplice appartenenza. E’ il sincretismo religioso. La virtualità rompe muri.

Volti della chiesa:
1.      Il cattolicesimo monolitico è sparito.
2.      Ci sono molte forme di pluralismo religioso.
3.      Il cattolicismo di oggi si muove tra il cattolicesimo di base e virtuale, morale e anonimo o esistenziale.
4.      Nel Concilio e nelle CEBs c’è una grande coincidenza di un modello di umanità che considera tutti come uguali. Le CEBs hanno tentato di riprodurre questo modello di uguaglianza.
5.      La proposta di Francesco è la stessa, e seduce sia il mondo religioso che il mondo extra religioso. Ma non ha sedotto i preti. Il problema sono i preti e i vescovi.
6.      Il Concilio utilizza la parola testimonianza. Superare la corruzione dentro la chiesa, la manipolazione delle coscienze: è questa la grande sfida.