Paolo Cugini
Nella
cultura contemporanea, il termine mistero è spesso ridotto a un enigma o a un
vuoto di conoscenza in attesa di essere colmato dalla scienza. Tuttavia, nella
tradizione teologica, il Mistero non è ciò che non conosciamo, ma ciò che, pur
conoscendosi, rimane infinitamente oltre la nostra capacità di esaurimento.
Come suggeriva Gabriel Marcel, la distinzione fondamentale risiede tra problema
(qualcosa che mi sta di fronte e che posso risolvere) e mistero (qualcosa in
cui sono coinvolto e che mi sovrasta). Il passaggio dalla teologia del
mistero al mistero della teologia segna il transito da una
dottrina che possiede verità a una disciplina che si lascia possedere dalla
Verità.
La
teologia del Mistero ha vissuto una stagione d’oro nel XX secolo, specialmente
grazie alla scuola di Maria Laach e a figure come Odo Casel. In questo
contesto, il mistero è il Mysterium Paschale: l'evento di Cristo che si
rende presente nell'azione liturgica.
Casel
definiva il mistero come «un'azione sacra che porta in sé una realtà salvifica
sotto il velo di segni sensibili». Qui, la teologia ha il compito di descrivere
l'economia della salvezza. L'autore fondamentale in questo ambito è Karl
Rahner, il quale ha ribadito che Dio è il Mistero Santo e l'orizzonte
ultimo dell'esistenza umana. Per Rahner, l'uomo è l'uditore della parola,
strutturalmente aperto a un Infinito che non potrà mai addomesticare. La
teologia del mistero ci insegna dunque che il dogma non è una gabbia, ma una
finestra aperta sull'Invisibile.
Mentre
la teologia del mistero si concentra sull'oggetto (Dio e le sue opere), il Mistero
della teologia riguarda lo statuto stesso del pensare credente. Quando il
teologo si accorge che il suo linguaggio è inadeguato, la teologia smette di
essere solo una scienza e diventa un atto spirituale. Hans Urs von Balthasar ha
espresso magistralmente questa tensione. Per Balthasar, la teologia deve essere
inginocchiata. Non esiste una vera conoscenza di Dio che sia separata
dall'amore e dall'adorazione. Il mistero della teologia risiede nel fatto che
l'intelligenza umana, nel momento in cui tocca le vette più alte della
speculazione, deve ritornare al silenzio. In questo passaggio, la teologia non
perde il suo senso, ma lo trasforma: diventa dialogo, ascolto, ricerca senza
fine. È ciò che la tradizione dionisiana definisce teologia negativa o
apofatica: si conosce Dio più per ciò che non è che per ciò che è. Il mistero
qui non è solo il contenuto, ma il fatto stesso che una creatura finita possa
parlare del Creatore senza perire o cadere nell'idolatria del concetto.
Il
passaggio definitivo avviene quando la teologia riconosce che il suo metodo non
è la dimostrazione, ma l'ostensione. Jean-Luc Marion, filosofo e teologo
contemporaneo, parla del fenomeno saturo: Dio è un'eccedenza di luce che acceca
lo sguardo, non per mancanza di chiarezza, ma per troppo splendore. In questa
prospettiva, la teologia non è più una spiegazione del mondo, ma una
partecipazione alla vita divina. Se la teologia del mistero ci ha
dato i contenuti (Cristo, la Trinità, la Grazia), il mistero della
teologia ci restituisce l'umiltà del metodo. Come scriveva San
Tommaso d'Aquino al termine della sua vita, dopo una visione mistica:
«Tutto ciò che ho scritto mi sembra paglia rispetto a ciò che ho visto». Questo
è il punto d'arrivo: la teologia che si nega per far spazio alla Presenza.
In
conclusione, passare dalla teologia del mistero al mistero della teologia
significa comprendere che non siamo noi a scrutare il Mistero, ma è il Mistero
che scruta noi attraverso la Sua Parola. La teologia cessa di essere un discorso
sul Mistero per diventare un discorso del Mistero nell'uomo. Il compito del
teologo nel XXI secolo, citando Joseph Ratzinger, rimane quello di non
rassegnarsi a un razionalismo arido, ma di mantenere viva la capacità di
stupirsi davanti al Lógos che si fa carne. Il mistero della teologia è,
in ultima analisi, il mistero di una ragione che scopre la sua vera grandezza
solo quando riconosce di essere amata dall'Inconoscibile.
Riferimenti
Bibliografici
Odo
Casel, Il Mistero del Culto Cristiano.
Karl
Rahner, Uditori della Parola.
Hans
Urs von Balthasar, Verbum Caro.
Jean-Luc
Marion, Dato che. Saggio per una fenomenologia della donazione.
Paolo
Cugini. Il nome di Dio non è più Dio
Joseph
Ratzinger, Introduzione al cristianesimo.
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