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domenica 21 gennaio 2024

TORNA IL CREDO DELLE DONNE

 



 

Lunedì 22 gennaio 2024 alle ore 20,45 torna il percorso teologico, organizzato dalle Edizioni San Lorenzo di Reggio Emilia, denominato: Il credo delle donne. Siamo ormai al terzo anno e stiamo ascoltando alcune teologhe e bibliste italiane che ci parlano degli articoli del credo.

La teologa Alice Bianchi ci parlerà di: Credo in Gesù Cristo, Signore. Potere, comunità e resurrezione.

L’incontro si svolgerà, come sempre in meet.

https://meet.google.com/gtt-oefm-pxw

 

La teologa Alice Bianchi



Alcuni dati sulla relatrice Alice Bianchi:

Classe 1994, bresciana, ha conseguito il Baccalaureato presso la Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale nel 2018. L’anno seguente ha pubblicato Tecla. Io mi battezzo nell’ultimo giorno nella collana Madri della fede (edizioni San Paolo).

Per le edizioni Messaggero di Padova ha pubblicato nel 2023: La Differenza che tiene in sospeso il mondo. Donne, uomini, cristianesimo. .

Attualmente è dottoranda presso la Pontificia Università Gregoriana di Roma dove ha ottenuto la Licenza in Teologia Fondamentale nel 2021.

È consigliera nazionale per il Settore Giovani di Azione Cattolica nel triennio 2021-2024.
Ha insegnato religione nella scuola primaria e nella secondaria di secondo grado.


Le edizioni San Lorenzo hanno pubblicato i seguenti libri sul tema della teologia delle donne:

Uno sguardo diverso su Dio. La teologia delle donne (2021)

Il credo delle donne (2022)


I libri sono acquistabili sul sito delle Edizioni San Lorenzo:

https://www.edizionisanlorenzo.it/

 

giovedì 1 dicembre 2022

IL CREDO DELLE DONNE: E' IN LIBRERIA

 



Paolo Cugini

 

È uscito in questi giorni, edito dalle edizioni san Lorenzo di Reggio Emilia, un importante volume che ci tengo a segnalare: Il credo delle donne. Qui di seguito una breve presentazione.

 

 

L’interesse delle edizioni San Lorenzo e, in modo specifico, della collana Cammini diversi, nei confronti del pensiero teologico femminile, ha condotto a seguire in questi ultimi anni diversi percorsi di teologia delle donne, alcuni dei quali già pubblicati. Il primo di questi – Uno sguardo diverso su Dio. La teologia delle donne, Ed. San Lorenzo, Reggio Emilia 2021 – raccoglieva contributi di teologhe, bibliste e teologi sul delicato tema dell’omosessualità visto in una prospettiva di fede. Proprio in questo contesto e grazie ai contributi di coloro che avevano partecipato, abbiamo compreso l’importanza e la profondità di uno sguardo diverso, quello del pensiero femminile, sui problemi della vita illuminato dallo sguardo della fede. Pensiero diverso per troppo tempo silenziato e che esige di essere ascoltato, condiviso.

Il “Credo delle donne” nasce come proposta pastorale voluta da alcune parrocchie della bassa bolognese, ma esteso a tutti. Gli incontri, infatti, si sono realizzati nella modalità meet, permettendo, così, un’ampia partecipazione. Perché questo interesse per lo sguardo femminile sugli articoli del credo? La teologia cattolica, plasmata sin dalle origini dal modello patriarcale è, a nostro avviso, troppo sbilanciata sul modo di vedere maschile della fede. C’è la necessità di trovare un equilibrio, di proporre cammini di pensiero capaci di recuperare non solo il tempo perduto, ma anche di condividere la ricchezza di uno sguardo diverso su Dio, la Chiesa, il mondo. È quello che si sta cercando di fare con la pubblicazione di testi che riprendono conferenze e che, di conseguenze, hanno già avuto un primo riscontro positivo con il pubblico. Il desiderio, dunque, è la condivisione di un pensiero che può aiutare ad allargare i nostri orizzonti e a leggere in modo diverso e, crediamo, più profondo, i contenuti della nostra fede. I primi tre articoli di fede affrontati sono stati affidati alla biblista Soave Buscemi e alle teologhe Selene Zorzi e Cristina Simonelli. Ne seguiranno altri per completare un percorso dalla durata di tre anni e che le edizioni San Lorenzo hanno deciso di accompagnare e sostenere.

La speranza di questo progetto editoriale non è solo quello di condividere un’esperienza ritenuta positiva, ma anche di provocare un interesse nei lettori e, allo stesso tempo, stimolare percorsi simili. Dare spazio nella Chiesa alle donne non può essere solo uno slogan, una moda del momento. Ragionare sulla cultura patriarcale che ha plasmato la cultura occidentale, significa porre in atto dei processi di decostruzione, in grado di aprire spazi nuovi e costanti all’interno dei quali il pensiero femminile possa finalmente esprimersi. Fare spazio alle donne è il primo passo di una logica che si pone in controtendenza, anche nei confronti dei proclami altisonanti sul ruolo delle donne nella società, ma che poi, rimangono lettera morta. Secoli di cultura patriarcale hanno lasciato un segno profondo all’interno della cultura e non saranno delle parole a provocare il cambiamento radicale, ma delle scelte quotidiane capaci di proporre un cammino.

È in questa prospettiva che è nata la proposta di dar voce al pensiero teologico e biblico femminile, per accompagnare il cammino formativo dei fedeli di alcune parrocchie. L’azione è la concretizzazione di un pensiero che esce dallo spazio teorico, per incunearsi nei meandri della storia e, in questo modo, modificarla dall’interno. Le edizioni san Lorenzo sono liete di accompagnare da vicino queste proposte per condividerle e fare in modo che si trasformino in passi di un cammino.

Oltre che nelle librerie Paoline e in quelle cattoliche in tutta Italia, lo potete richiedere direttamente dall'editore:

Ed. San Lorenzo:

https://www.edizionisanlorenzo.it/collections/frontpage/products/il-credo-delle-donne-di-maria-soave-buscemi-selene-zorzi-cristina-simonelli

Oppure su Amazon: https://www.amazon.it/credo-delle-donne-Maria-Buscemi/dp/8880713302/ref=sr_1_11?qid=1670423328&refinements=p_27%3APaolo+Cugini&s=books&sr=1-11


venerdì 14 ottobre 2022

IL CREDO DELLE DONNE-BRESCIA 30 NOVEMBRE

 



Si tratta della presentazione del libro curato dalle Edizioni San Lorenzo sulla prima parte del percorso che ho proposto alle quattro parrocchie nelle quali svolgo il servizio pastorale, sugli articoli del credo analizzati da bibliste e teologhe. 

L'idea del progetto consiste nel tentare nella pastorale ordinaria, di scardinare la struttura patriarcale della Chiesa creando spazi affinché le donne possano esprimere il loro punto di vista, troppo spesso soffocato dall'arroganza clericale. 

L'evento è organizzato da MISSIONEOGGI, rivista missionaria di Brescia e sarà fatta in forma di seminario di studio con la presenza di due delle tre autrici del volume - Selene Zorzi e Soave Buscemi - da me che sono il curatore del volume, dall'esperta di catechesi Eliana Zanoletti e dal direttore della rivista padre Mario Menin.

mercoledì 27 luglio 2022

CICLO DI INCONTRI ORGANIZZATO DALL'OIVD: ERETICHE

 


Segnalo questo interessante percorso teologico organizzato dall'Osservatorio Interreligioso sulle Violenze contro le Donne (OIVD), che prende spunto dal libro di :

Adriana Valerio, Eretiche. Donne che riflettono, osano resistono, Il Mulino, Bologna 2022.


Potete trovare tutte le indicazioni sul sito dell'OIVD: https://www.oivd.it/

giovedì 6 maggio 2021

UN MODO DIVERSO DI VEDERE DIO: LA TEOLOGIA DELLE DONNE

 




CUGINI, PAOLO (a cura di), Uno sguardo diverso su Dio: la teologia delle donne, Edizioni san Lorenzo, Reggio Emilia 2021.

Autrici e autori del libro: Maria Soave Buscemi, Rita Torti, Damiano Migliorini, Lidia Maggi, Antonietta Potente.

Il volume contiene le relazioni del percorso svolto a Reggio Emilia nel 2019, proposto dal gruppo cristiani LGBT della città sul tema della teologia delle donne. L’idea che fa da sfondo alla proposta, consiste nella possibilità di offrire ai lettori alcune chiavi di lettura, che aiutino a cogliere il tema della donna nella società e nella chiesa, a partire dalle stesse donne. C’è un pensiero femminile da sempre soffocato all’interno della cultura occidentale, che è marcatamente patriarcale, che sta emergendo negli ultimi decenni, mostrando il valore di un contributo culturale e spirituale che per troppo tempo la società si è privato. Come tutti i pensieri diversi che provengono da lontano, quando appaiono sulla scena culturale, provocano disagio, turbamento. Quelle del presente saggio, sono dunque pagine scomode, frutto di quel cammino diverso che le donne stanno realizzando, condividendo e meritando, quindi, tutta la nostra attenzione.

     La teologia è espressione dell'ascolto della rivelazione e dell'esperienza della fede, le donne sperimentano la fede in modo diverso. Solo il corpo femminile è in grado di generare un altro essere, da nutrirsi e cioè l'Eucaristia: Dio nutre il suo popolo con il proprio corpo. La femminilità è super evocativa in questo senso. Julia Kristeva dice che l'Occidente ha perso il discorso sulla maternità e l'unico settore che può salvarlo è il cattolicesimo, con la Vergine Maria. E c'è un modo per le donne di fare teologia, perché è segnato dall'esperienza corporea. Queste brevissime considerazioni per dire che è dalla parte della realtà che si tenta di fare teologia, di narrare in modo comprensibile il modo di Dio di apparire nell’orizzonte della vita umana. 

     Se per molti secoli si è fatta teologa dall’alto al basso, applicando sistemi deduttivi alla realtà, lasciando fuori dai sistemi quelle situazioni considerate marginali, è forse giunta l’ora di tentare il cammino opposto. Del resto, ce lo ha insegnato l’unico Maestro Gesù, a parlare di Dio a partire dal basso, dagli ultimi, gli esclusi, perché l’amore di Dio non accetta di lasciare fuori dal discorso proprio coloro che per primi devono stare dentro al discorso. Infatti, come ci ha ricordato Simone Weil: "solo i folli e i poveri, con assoluta limpidezza di sguardo, contemplano la verità del mondo e ne colgono tutto lo splendore.".

Non possiamo, allora, che ringraziare tutte quelle donne di buone volontà che, come quelle che hanno contribuito in questo percorso teologico, ci stanno aiutando nel cammino di una profonda conoscenza del Signore, nella certezza che Lui “si lascia trovare da quelli che lo cercano e si lascia vedere da coloro che lo amano” (cfr. Sap 6, 12).

https://www.amazon.it/sguardo-diverso-teologia-delle-donne/dp/888071256X/ref=sr_1_8?__mk_it_IT=ÅMÅŽÕÑ&crid=17974TGL3WRLJ&dchild=1&keywords=paolo+cugini&qid=1620291310&s=books&sprefix=paolo+cugini%2Caps%2C223&sr=1-8

 

https://www.goodbook.it/scheda-libro/autori-vari/uno-sguardo-diverso-su-dio-la-teologia-delle-donne-9788880712565-3435719.html

 

https://www.lafeltrinelli.it/libri/uno-sguardo-diverso-su-dio/9788880712565


giovedì 2 maggio 2019

IL DIACONATO PER LE DONNE


E' l'ultimo incontro del ciclo: la TEOLOGIA DELLE DONNE. Verrà realizzato come gli altri in una delle aule dell'università di Reggio Emilia nel Palazzo Dossetti. 

Relatrice della serata sarà la teologa Cristina Simonelli, presidente del Coordinamento delle teologhe italiane. È docente di teologia patristica a Verona (San Zeno, San Pietro Martire) e presso la Facoltà dell’Italia Settentrionale e Seminario Arcivescovile Venegono (Milano).

Cristina ci parlerà del delicato tema del diaconato per le donne. Tema importante considerata anche la connessione, come ci ha mostrato il teologo Damiano Migliorini nell'ultimo incontro, tra teologia femminista e movimenti LGBT. 

Vi aspettiamo, dunque, numerosi, GIOVEDÌ 30 MAGGIO alle ore 20,45


domenica 6 gennaio 2019

GENERE E TEOLOGIA - II CICLO DI CONFERENZE: LA TEOLOGIA DELLE DONNE






Paolo Cugini



Anche quest’anno il Gruppo Amiche legato al cammino dei cristiani LGBT di Reggio Emilia propone un ciclo di conferenze di Teologia delle Donne. Il successo dello scorso anno, sia per i contenuti proposti che per la partecipazione, hanno fatto sì che il gruppo ritenesse opportuno un nuovo cammino di riflessione. Che cos’è che ha colpito maggiormente nel percorso proposto lo scorso anno? Senza dubbio, lo sguardo diverso del pensiero femminile sui temi del delicato rapporto tra sessualità e teologia e, in modo particolare, la riflessione teologica sull’omosessualità. Le teologhe invitate hanno proposto cammini che hanno il coraggio di osare sentieri nuovi, senza trascurare quelli già battuti. In fin dei conti, l’idea del Gruppo Amiche consiste proprio nel proporre percorsi nuovi, osservando il tema della sessualità e dell’omosessualità da angolature diverse. Uscire dal pensiero unico, dalla teologia delle cose già dette e risapute, per mettersi in ascolto di ciò che Dio desidera dirci in questo nuovo contesto culturale post-cristiano e secolarizzato: è questo l’obiettivo dei cicli di teologia delle donne. Mettersi sul serio ad ascoltare la sofferenza di tanti fratelli e sorelle maltrattati e umiliati per il semplice fatto di essere nati diversi; capire che cosa Dio ha da dire dinanzi a queste sofferenze, che cosa c’insegna con la diversità sessuale. La proposta è quella di affidare alla teologia femminile non tanto delle risposte definitive sul tema così delicato, quanto di offrirci il loro sguardo diverso, il loro modo di approcciare il problema.

Nella prima serata, vale a dire VENERDI 18 GENNAIO 2019 alle ore 20,45, sarà con noi la teologa Selene Zorzi. Selene è stata nostra ospite anche lo scorso anno quando la invitammo a presentare un suo significativo libro: Il genere di Dio. La Chiesa e la teologia alla prova del gender. Selene ha un dottorato in teologia e insegna dal 2006 filosofia e teologia. Ha ottenuto il Diploma da Coach presso la U2Coach Academy si è certificata ACC presso la ICF, specializzandosi in Team Coaching.

Tutti gli incontri di questo secondo ciclo di Teologia delle donne si svolgeranno presso il Palazzo Dossetti dove ha sede l’università di Reggio Emilia (Via Antonio Allegri, 9. Aula D 0.1).

L'Associazione la Tenda dio Gionata e la collana Cammini della diversità delle Edizioni San Lorenzo di Reggio Emilia, appoggiano l'iniziativa, con l'intenzione di pubblicare in un testo l'intero percorso. 

Il Gruppo Amiche di Reggio sta realizzando un servizio alla città di grande spessore culturale, oserei dire innovativo: aprire lo spazio al pensiero teologico femminile. Grazie infinite per questa opportunità.

venerdì 16 marzo 2018

IO STO IN MEZZO AL MIO POPOLO






CICLO DI CONFERENZE DI TEOLOGIA DELLE DONNE
Reggio Emilia Venerdì 16 marzo 2018

ANTONIETTA POTENTE

Sintesi: Paolo Cugini

Simone de Bouvoir: donne non si nasce ma si diventa. Qui entrano anche gli uomini, quelli capaci di accogliersi alla luce delle donne. La smettono di aver paura, di entrare in conflitto. La chiesa ha paura delle donne. Non c’è un motivo teologico perché le donne non celebrano o perché i preti non si possano sposare. Le donne nell’immagine della Chiesa è impura.

Anche le donne devono prendere coscienza di essere donne. Il pensiero delle donne non è parlare delle donne, ma è un pensiero della loro parte.

La bellezza della diversità va mantenuta in piedi. Dire che siamo tutti uguali va detto alla fine dei tempi. E’ importante conoscerci in questa differenza, e conoscersi nella differenza è un lavoro che esige un cammino lento. Occorre vedere Dio in un altro uomo. Tutti s’immaginano Dio come uomo. Ogni tanto gli si appiccicano dei ruoli femminili, perché è buono. Ma non è sufficiente. La lettura della storia da parte delle donne deve essere differente, perché le donne contribuiscono a vedere le cose da una prospettiva diversa. Nella prospettiva maschilista non possono emergere quello che le donne vedono. Rispettare è fondamentale e anche ascoltare le diversità.

Gesù è rimasto nel mistero. Che cos’è la resurrezione? I vangeli dicono della tomba vuota con dei piccoli segni. E poi ci sono differenti testimoni di cui la prima è una donna, l’apostolo degli apostoli: Maria Maddalena. Nel 1200 Maria Maddalena è stata fatta patrona degli ordini predicatori, perché è la prima annunciatrice del mistero della risurrezione. Tutti dobbiamo prendere coscienza di chi siamo. Nella mistica si dice che chi non ha una conoscenza di se stesso non può accostarsi al grande mistero di Dio.

Occorre portare avanti il Vangelo. 2 Re 4,13: Eliseo. C’è una donna senza nome, la Sunnamita che si comporta in un modo bello con Eliseo. Il profeta colpito dalla sua benevolenza pensa che deve fare qualcosa. “Io sto in mezzo al mio popolo”. E’ l’annuncio e la profezia nei confronti di una realtà che per dare delle soluzioni si appoggia a chi ha un ruolo più importante. Le donne non hanno a che fare con le istituzioni che non sono per le donne. Per le donne è importante la vita che non può essere tenuta nelle mani di poche persone. Non si può ridurre la vota e consegnarla. Sono le istituzioni che dovrebbero entrare nel ritmo della vita. E’ la Chiesa che deve diventare umanità e non il contrario. Le donne non devono fare quella politica istituzionale.

Gli uomini dovrebbero stare dalla parte del popolo. Fino a quando non fanno un cammino di coscienza profonda della loro appartenenza, non possono fare questo passo. 
Nessuno vuole escludere qualcuno dalla vita, però chi ha assorbito così com’è stata data, ha incominciato a parlare delle donne regalando loro permessi.

Problema del diaconato delle donne: perché si pongono oggi il problema che è aperto da tanti secoli? Se gli uomini vogliono essere a servizio della realtà devono uscire dallo schema: lo concedo io. Uscire dallo schema del dominatore. Persino Gesù ha dovuto convertirsi nel dialogo con la cananea. Credo che questa eco: io sto in mezzo al mio popolo, dice di una visione mistico-politica altra.
Per le donne i dettagli sono importanti. La visione delle donne è mistico-politica.
Visione: desiderio che avvenga qualcosa. Desiderio che torni o venga qualcuno. La visione delle donne è prima di tutto del bene di tutte le donne, del bene della creazione, della pace e non solo visione ristrette di categorie femminili.

In America Latina è da tanti anni che si parla della teologia delle donne.

La visione delle donne non possono farla gli uomini. Solo accogliendo la visione delle donne si può arrivare ad accogliere la diversità. La visione delle donne è restare svegli sulla realtà.
La prima domanda di Maria di Magdala in Gv 20: dove l’avete portato? Questa è la sensibilità di sentire anche nella propria pelle e nella sua tristezza capisce che ormai l’unione tra il divino e l’umano è avvenuta e l’unica via è trovare il corpo. Dove stai tu? E’ la domanda centrale della teologia delle donne. Dobbiamo uscire dagli schemi per aprirci alle visioni. La nostra domanda è: dove l’avete messo? Dove mettete i soldi per costruire tutte queste armi? Sono le donne che nei campi profughi continuano a portare la pace. E’ questa visione che le donne si devono riprendano.

Un mistico sufita: la luce ha l’aspetto di una persona umana. E’ una visione sull’umano. Questa luce è personificata, antropomorfa. Portare nella politica la visone delle donne.
La nostra vita non può separare il mistero del divino dalla realtà umana. Il fare politica è un impegno quotidiano con questa forza per non separarci.
Occorre vivere al di dentro della realtà più che nell’istituzione. Il primo tessuto che dobbiamo ricostruire è una relazione profonda con la realtà.

Occorre distanziarsi dalla gerarchizzazione delle relazioni che ha dimenticato la compassione di Gesù. Queste cose di un Gesù privo di sapienza delle donne ha dato il risultato di una chiesa che non è crollata, ma manca di questa grande passione per la vita. C’è ancora molto da camminare per recuperare l’umanità di Gesù. Finché la chiesa non si mescola continuerà ad avere un tono di beneficenza che non è vangelo. La vita è dare in abbondanza e non l briciole. Questa è la grande bellezza del mistero.

Stare in mezzo al popolo, in mezzo alla realtà significa non cercare favori, e non coprirsi dietro all’istituzione e alle relazioni gerarchiche. In questo la visione delle donne può aiutarci. Dobbiamo ricostruirci. Siamo un popolo che è cresciuto: tutti potranno avere visioni: Gioele cap. 3.

Simone Weil: Al di sopra delle istituzioni occorre inventare altre destinati a discernere e abolire tutto ciò che nella vita contemporanea sotto l’ingiustizia la menzogna. Occorre inventarle perché sono sconosciute.
Teologia delle donne: occorre inventare.