Come ormai è costume, negli anni di elezioni politiche la parrocchia di san Vincenzo di Paolo prende la strada per un lavoro di sensibilizzazione e coscientizzazione, attraverso il Movimento Fede e Politica.
Paolo Cugini
Come ormai è diventato
costume negli anni delle elezioni politiche, la parrocchia di San Vincenzo de’
Paoli sceglie di mettersi in cammino con la gente, percorrendo le strade del
quartiere Compensa a Manaus e promuovendo un lavoro paziente di
sensibilizzazione e coscientizzazione. Non si tratta di fare propaganda per un
partito o per un candidato, ma di aiutare le persone a riscoprire il valore del
voto come gesto di responsabilità, di libertà e di cura per il bene comune.
Il cammino è stato
preparato attraverso una serie di incontri comunitari, nei quali abbiamo
studiato le orientazioni sul tema della politica elaborate dall’Arcidiocesi di
Manaus. Queste indicazioni invitano gli elettori a compiere scelte mature,
verificando la storia dei candidati, la loro coerenza pubblica, la fedina
penale pulita secondo lo spirito della legge della Ficha Limpa e, soprattutto,
la loro reale presenza nella vita delle comunità. Un candidato non dovrebbe
apparire soltanto nel tempo della campagna elettorale: la sua credibilità nasce
da un percorso, da un impegno visibile e da una vicinanza concreta alle
persone.
Il pericolo, sempre
presente, è che vengano elette persone corrotte, legate a interessi privati, a
gruppi economici opachi, al traffico di droga o al crimine organizzato. Quando
la politica diventa strumento di arricchimento personale o di protezione di poteri
criminali, i più poveri pagano il prezzo più alto. Mancano risorse per la
scuola, per la sanità, per l’abitazione, per la sicurezza e per tutte quelle
politiche pubbliche che potrebbero migliorare la vita quotidiana della
popolazione.
Quest’anno, nella prima
domenica di ottobre, il Brasile sarà chiamato alle urne per eleggere il
Presidente della Repubblica, i Governatori degli Stati, i deputati federali e i
deputati statali. È un momento decisivo, perché il voto non riguarda soltanto i
nomi che occuperanno le istituzioni, ma il progetto di società che si vuole
costruire. Le scelte politiche incidono sulla vita concreta delle famiglie,
sulla distribuzione delle risorse, sulla tutela dell’Amazzonia, sulla dignità
del lavoro e sulla possibilità di un futuro più giusto per i giovani.
Il contrasto tra i
privilegi della politica e la vita reale della maggioranza della popolazione è
uno degli aspetti che più feriscono la coscienza. Secondo informazioni
pubblicate sulla stampa locale, nell’Amazonas è stato discusso un sussidio
mensile per i deputati statali pari a circa 34.774 reais; altre notizie hanno
segnalato pagamenti superiori e contestazioni sugli importi percepiti. Anche
considerando le cifre più basse, resta evidente la distanza rispetto a chi vive
con un salario minimo, che non basta a coprire pienamente le necessità
fondamentali di una famiglia. Questa sproporzione aiuta a comprendere perché la
politica non possa essere vissuta come una carriera di privilegi, ma come un
servizio pubblico da esercitare con sobrietà e trasparenza.
La disuguaglianza
sociale rimane il grande tema del Brasile. Parliamo di un Paese ricchissimo di
risorse naturali, culturali e umane, ma ancora segnato da povertà profonde, da
famiglie che abitano in condizioni disumane, da periferie dimenticate e da comunità
che lottano ogni giorno per l’accesso a diritti elementari. In questo scenario,
il voto non può essere trattato come merce di scambio. Vendere il proprio voto
significa consegnare il futuro a chi spesso, dopo essere stato eletto, sparisce
dalle strade e dalle comunità che aveva promesso di difendere.
Per questo ci
impegniamo, con umiltà ma anche con determinazione, a tentare di cambiare il
quadro, almeno orientando le persone che incontriamo nel quartiere Compensa a
non vendere il proprio voto, a informarsi, a dialogare, a confrontare le
proposte e a scegliere persone pulite, competenti e vicine alla vita del
popolo. La coscientizzazione politica nasce dall’ascolto e dalla prossimità: si
costruisce nelle visite, nelle conversazioni davanti alle case, negli incontri
comunitari, nei gruppi di giovani e adulti che desiderano un Brasile più
giusto.
È bello vedere giovani
e adulti uniti in questa attività del Movimento Fede e Politica. La fede,
quando è autentica, non chiude gli occhi davanti alla realtà, ma educa alla
responsabilità, alla partecipazione e alla difesa della dignità dei poveri. La
politica, quando è vissuta come servizio, può diventare uno spazio di
trasformazione sociale e di speranza. Il nostro compito, come comunità
cristiana, è aiutare le persone a comprendere che il voto è un atto morale, un
gesto che riguarda la giustizia, la pace e il futuro delle nuove generazioni.
In tempi segnati dalla
corruzione, dalla violenza e dalla sfiducia nelle istituzioni, scegliere bene
diventa una forma concreta di resistenza. Non possiamo cambiare tutto da soli,
ma possiamo seminare coscienza. Possiamo aiutare una persona a non vendere il
proprio voto, una famiglia a discutere con più lucidità, un giovane a capire
che la politica non è soltanto il luogo degli scandali, ma anche lo spazio in
cui si decide se la vita dei poveri sarà rispettata o dimenticata. È da questi
piccoli semi che può nascere una società più fraterna, più trasparente e più
fedele al Vangelo della giustizia.







