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| I ministri e ministre della Parola e dell'Eucarestia inviati domenica 22 marzo |
Domenica 22 marzo 2026: invio di 60 ministri della
Parola e dell’eucarestia nella parrocchia di san Vincenzo de Paoli a Manaus nel quartiere Compensa
Domenica
22 marzo, dopo la messa nella comunità di Rosario alle 7,30 mi sono diretto nella
chiesa di san Vincenzo per condurre il ritiro spirituale di quaresima. Circa 70
adulti erano presenti. Abbiamo meditato sul primo e terzo cantico del Servo di
JHWH. C’è stato un bel clima di meditazione, che si è manifestato anche nel
momento di condivisione, molto ben partecipato. Nel pomeriggio messa nella
comunità di santo Ignazio e poi messa alle 19,30 in san Vincenzo con l’invio di
circa 60 ministri della Parola e dell’Eucaristia. Sono tanti ministri perché è
grande il campo in cui siamo chiamati ad operare. La parrocchia è costituita di
8 comunità e ogni domenica 4 ministri/e celebrano la Parola, mentre il parroco
celebra la messa nelle altre quattro. Oltre a ciò, durante la settimana i
ministri dell’eucaristia portano la comunione agli ammalati, mentre i ministri
della Parola celebrano le esequie in caso di qualche defunto. Sempre durante la settimana, al martedì in
tutte le comunità si celebra la novena (è una tradizione che è presente da
molti anni in tutte le parrocchie dell’archidiocesi di Manaus) e al giovedì l’adorazione
eucaristica. Tutti questi momenti liturgici sono gestiti integralmente dai
laici e laiche delle comunità, anche perché il parroco insegna alla Facoltà
Cattolica dove i corsi sono alla sera. E in parrocchia cosa faccio? Oltre a visitare
le comunità alla mattina dei giorni della settimana, mi occupo della formazione
e dell’accompagnamento delle coordinazioni. Tutti i mercoledì (mio giorno
libero dalla Facoltà) alla sera c’è lo studio biblico, mentre la terza domenica
del mese alla mattina, si svolge un momento di formazione teologico-pastorale,
che si conclude con il pranzo comunitario. Al giovedì mattina e il sabato tutto
il giorno, sono in parrocchia per attendere alle confessioni e per incontrare i
coordinatori dei vari gruppi di pastorale: catechisti, Salute, Decima, Caritas,
ecc.
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| Un momento della Messa |
Domenica 22 marzo è stata una messa molto partecipata e intensa. Ad un certo punto sono entrati anche i circa 80 giovani che provenivano dal ritiro spirituale di tre giorni svolto in una struttura immersa nella foresta amazzonica. Sono arrivati tardi perché, a causa di un incidente stradale avvenuto sul ponte del Rio Negro, i due pullman che li trasportavano, sono rimasti fermi per circa 40 minuti. Al loro arrivo la chiesa di san Vincenzo è divenuta piena di gente. Con la nuova disposizione circolare delle chiese delle nostre comunità, frutto del lavoro svolto sul documento del Vaticano II Lumen Gentium, che parla della Chiesa come Popolo di Dio, l’effetto è stato ancora più visibile. Un cammino di Chiesa partecipativo dove i laici e le laiche svolgono effettivamente un ruolo di protagonisti. Tanto per fare un esempio. Il ritiro spirituale dei giovani è stato preparato integralmente da loro. L’assemblea dei giovani della parrocchia che si è svolto nel mese di novembre 2025, ha eletto i 4 nuovi rappresentanti della pastorale giovanile della parrocchia. Hanno, così, deciso insieme ai coordinatori dei 6 gruppi giovani il tema, il luogo e la struttura del ritiro.
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| I giovani della parrocchia al ritiro spirituale di tre giorni |
Domenica dopo la messa, fuori dalla chiesa, il tema del dialogo era l’adorazione eucaristica nella notte di sabato durata circa cinque ore. Ne parlavano con un entusiasmo incredibile. C’è da dire che, con loro, c’erano anche Francesco ed Alex, due padri di famiglia di circa 40 anni, che di ritiri spirituali ai loro tempi ne hanno fatti tanti e che, di conseguenza, sapevano molto bene guidare dei momenti di spiritualità con i giovani. Del resto, li avevo visti all’opera lo scorso anno, quando ero presente sia al momento dell’adorazione eucaristica, che della celebrazione penitenziale. Senza dubbio, è uno stile ed una spiritualità alla quale non sono abituato e che non sarei riuscito a condurre, perché molto improntato sui sentimenti, sulle emozioni forti. “Padre, durante l’adorazione tutti hanno pianto!”. Era questo che mi testimoniavano i giovani dopo la messa di domenica sera. In realtà non si tratta di giovani, ma di adolescenti di 14-16 anni, anche perché i giovani finite le superiori (17-18 anni) vanno altrove. Abbiamo formato anche un gruppo giovani chiamato Over 20, ma funziona poco. Sono stati i coordinatori della Pastorale Giovanile a decidere anche i predicatori del ritiro, oltre che il tema. “Te, padre Paolo, vieni sabato e fai delle meditazioni sino al pomeriggio, mentre alla domenica viene il coordinatore della pastorale giovanile del vicariato”. Affidare delle responsabilità a laici e laiche nel cammino ecclesiale significa, da parte del parroco, rispettare le loro scelte, fidarsi di loro. Per questo, vengono volentieri ai momenti formativi, perché sanno che dovranno, poi, accompagnare dei gruppi o dei momenti celebrativi. Non è un caso che mercoledì all’incontro settimanale dello studio biblico – stiamo studiando il Vangelo di Giovanni- c’erano circa 90 persone. Non si tratta appena di numeri, ma di un cammino ecclesiale in cui la formazione biblica, teologica e pastorale è parte essenziale, perché significa mettere laici e laiche in grado di svolgere il loro servizio. Senza contare coloro che da circa tre anni stanno frequentando corsi specifici di teologia alla Facoltà Cattolica dove insegno. Un mese fa abbiamo realizzato la messa di invio delle nuove coordinazioni comunitarie e pastorali, che ha visto coinvolte circa 150 persone, mentre domenica 22 marzo abbiamo inviato circa 60 ministri e ministre. Ancora una volta, non si tratta appena di numeri, ma di uno stile di Chiesa in cui tutti i battezzati si sentono coinvolti in primo luogo a vivere il Vangelo, che ascoltano alla domenica e ad annunciarlo nelle varie forme che attivano nelle comunità.






