Visualizzazione post con etichetta esercizi spirituali. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta esercizi spirituali. Mostra tutti i post

martedì 26 luglio 2022

ESERCIZI SPIRITUALI: UNA PROPOSTA PER VIVERE MEGLIO

 




1-4 settembre 2022 a Galeazza (BO)

Paolo Cugini

 

Gli esercizi spirituali sono giornate dedicate esclusivamente alla preghiera e alla meditazione. È, senza dubbio, una proposta esigente, soprattutto se la si colloca nel quadro in cui viviamo, tutto dominato dalle cose materiali. Il rischio è penare che sia una perdita di tempo. In effetti, pensare di trascorre tre giorni in silenzio solo a pregare, leggere la Bibbia, pensare alla propria vita, può sembrare una cosa senza senso, una perdita di tempo.  E invece, gli esercizi spirituali rappresentano, nella prospettiva del tempo un guadagno. Provo a spiegarmi. La maggior parte degli adulti che incontro, li trovo immersi in un turbine di cose da fare, da organizzare. Quando provo ad approfondire la riflessione per cogliere a che punto si trova della vita la persona che ho dinanzi, percepisco smarrimento. C’è un vuoto così grande in certi sguardi che fa paura: sembra di vedere il nulla. Del resto, non è facile perdersi nel cammino della vita quando ci si lascia travolgere dai problemi da affrontare. E così non c’è mai tempo per nulla, nemmeno per fare due chiacchiere con le persone care, con i propri figli o i propri partners. Non c’è tempo perché, ad un certo punto, si è smesso di pensare, di cercare di comprendere il nesso delle cose: tutto diventa uguale.

Gli esercizi spirituali che propongo ogni anno, hanno proprio questo obiettivo: aiutare la persona a fermarsi, a fare il punto, per provare a capire dove sta andando, capire che quello che sta facendo ha un senso. Gli esercizi spirituali rappresentano, dunque, una frenata, per scendere dalla macchina in corsa della vita, smontare giù e mettersi a sedere in silenzio, per ascoltarsi e, ascoltare. Non sono necessari i soldi, le cose, del materiale specifico: basta un quaderno, una biro, una Bibbia. Gli esercizi spirituali vogliono essere una proposta per recuperare l’essenzialità della vita. Davvero tutto quello che facciamo è così necessario? Siamo così sicuri? Chi può dircelo? Forse dedicando un po' di tempo a sé stessi, trascorrendo tre giorni senza dover fare delle cose, ma provando ad ascoltare che cosa c’è dentro di noi, riusciremo a fare il punto della situazione, riorganizzando la nostra vita, ponendo nuove priorità, che possano offrire una base più solida alle nostre scelte quotidiane.

Non aver paura a prenderti del tempo per te: non è egoismo. Ce lo ha insegnato Gesù: ama il prossimo tuo come te stesso. Se non ti ami, non puoi pensare le persone che hai accanto. Amarsi, tra le tante cose, significa dedicarsi del tempo, prenderselo, per capire dove stiamo andando, per ripulire la nostra esistenza da ciò che non serve. Gli esercizi spirituali hanno anche questa finalità: fare pulizia nella nostra vita, buttare via tutto ciò che non ci serve e ci fa perdere del tempo. Come vedi, siamo tornati all’inizio. Gli esercizi spirituali, più che farci perdere del tempo, ce lo fanno guadagnare.

PS: Se vuoi parlarne sono disponibile (3319183700). 

lunedì 28 agosto 2017

PERCHE' PREGARE?



HANNO SENSO GLI ESERCIZI SPIRITUALI DEGLI ADULTI?
Paolo Cugini

Ho visto volti perplessi, sorrisini, ammiccamenti alla mia proposta di partecipare agli esercizi spirituali degli adulti. Qualcuno mi ha detto chiaramente che quello che vale è il fare, più che il pregare. Sono d’accordo, anche perché a che serve pregare se poi non facciamo nulla. L’imbarazzo nel proporre un momento di preghiera è la cartina di tornasole del cammino delle nostre comunità parrocchiali. Siamo contenti di riuscire a coinvolgere i giovani nelle cose pratiche, nel servizio durante le sagre, nei tornei. Ma se quando ai giovani proponiamo momenti di preghiera non si presenta nessuno o quasi, il dato non ci disturba più di tanto, perché perlomeno ci sono quando conta, cioè quando c’è qualcosa da fare. In fin dei conti i figli sono il riflesso dei genitori, perlomeno fino ad un certo punto, a quel punto, cioè, in cui un figlio decide di prendersi in mano e fare il proprio cammino.
Se la vita cristiana è imitazione a Gesù allora è proprio a Lui che dobbiamo guardare, per verificare se il nostro pensiero e il nostro modo di fare è in sintonia con colui che desideriamo e diciamo di seguire. Ebbene risalta come un dato preponderante il primato della vita spirituale sull’azione in Gesù. Lo testimonia la sua adolescenza e giovinezza immersa nel silenzio. Lo testimoniano i quaranta giorni trascorsi nel deserto prima d’iniziare l’attività pubblica. Lo testimonia infine, l’abitudine segnalata dai quattro evangelisti che Gesù aveva di trascorrere molte ore in preghiera alla notte, o alla mattina presto: “Uscì e se ne andò, come al solito, al monte degli ulivi” (Lc 22,39). Era così intensa la sua vita di preghiera che gli stessi discepoli un giorno gli hanno chiesto di insegnare loro a pregare. Ecco perché, nella famosa scena descritta dall’evangelista Luca, che descrive una visita di Gesù alle sorelle Marta e Maria, mentre Marta era intenta alle faccende di casa, Maria invece se ne stava seduta ad ascoltare il Signore, Gesù dice che Maria si era scelta la parte migliore. “Una sola è la cosa di cui c’è bisogno” (Lc 10,42).
Se la testimonianza di Gesù era così cristallina era grazie al rapporto prioritario che aveva con il Padre. Era grazie alle ore di preghiera quotidiane che facevano di Gesù un uomo fermo, coerente, che resisteva alle pressioni dei farisei e di tutti coloro che lo odiavano. Grazie all’amore del Padre di cui si riempiva quotidianamente immergendosi nella preghiera, Gesù riusciva a trasmettere forza e coraggio ai sui discepoli e alle sue discepole anche nei momenti più duri, come la passione. Del resto Gesù, durante la sua vita pubblica, lo aveva ripetuto in più di un’occasione che prima di tutto occorre amare Dio. È il primo comandamento quello di amare Dio con tutto il cuore e con tutta l’anima e il secondo consiste nell’amare il prossimo come se stessi. C’è un primo e un secondo: il cammino della vita spirituale ha come obiettivo di mettere in ordine questa progressione. L’azione che realizziamo potrà essere segno della presenza di Dio nella storia, quando procede da quella Parola che ci siamo abituati a mediare al mattino prima di compiere qualsiasi altra cosa. Il rischio grande è che le cose che facciamo anche in parrocchia, più che avere il sapore di Dio, della sua misericordia, della sua gratuità e giustizia, portino il segno del nostro egoismo, della nostra arroganza, del nostro desiderio di metterci in mostra. Spesso le azioni sono identiche ma, provenendo da fonti differenti, portano con sé segni differenti. Da quello che facciamo e da come ci muoviamo si vede da dove proveniamo e dove vogliamo andare.

Sarebbe bello che i vostri figli v’interrogassero sul fatto che per alcuni giorni mettete in secondo piano le attività quotidiane per partecipare agli esercizi spirituali. Forse non capiranno subito, ma dagli effetti che il rapporto con il Signore produrrà sulle nostre vite e sulle nostre scelte, potranno sentire il desiderio di partecipare anche loro e capire così che, quando ci dedichiamo alla preghiera, non stiamo buttando via del tempo, ma lo stiamo recuperando. Alla grande. 

lunedì 13 luglio 2015

ESERCIZI SPIRITUALI 2015





UNITA’ PASTORALE
REGINA PACIS, SPIRITO SANTO, RONCINA, CODEMONDO, SAN BARTOLOMEO

ESERCIZI SPIRITUALI  2015

GIOVANI DELLE SUPERIORI
11-13 SETTEMBRE: SANTO STEFANO DI VETTO
TEMA: ERANO UN CUOR SOLO E UN’ANIMA SOLA. L’IDENTITA’ DEL GIOVANE CRISTIANO: RIFLESSIONI SU ATTI 2-4
Costo: 25 euro
Partenza: ore 18 dell’11/9
Ritorno: ore 15 del 13/9

GIOVANI UNIVERSITARI-LAVORATORI
8-11 OTTOBRE: SANTO STEFANO DI VETTO
TEMA: AMICI DEL SIGNORE. LA COMUNIONE NELLA CHIESA: RIFLESSIONI SU GIOVANNI 14-17
Costo: 35 euro
Partenza: ore 18 dell’8/10
Ritorno: ore 15 del 11/10


ADULTI
27-30 AGOSTO: MAROLA
TEMA: LA CHIESA DELLE BEATITUDINI. RIFLESSIONI SU MATTEO 5-7
Costo: 110 euro
Partenza: giovedì 27 dopo cena
Ritorno: domenica 30 dopo pranzo

-          I tre corsi degli Esercizi spirituali saranno predicati da don Paolo Cugini
-          Le iscrizioni si fanno nella segreteria della parrocchia di Regina Pacis

CHE COSA SONO GLI ESERCIZI SPIRITUALI?
Leggendo questo avviso molti si chiederanno: che cosa sono gli esercizi spirituali? Sono un tentativo d’imitare lo stile di Gesù, che spesso e volentieri ricercava momenti prolungati di silenzio per stare solo con il Padre. Momenti di silenzio che Gesù proponeva anche per i suoi discepoli e discepole: “Venite con me in disparte a riposare un po’” (Mc 6). Una parrocchia o un’Unità Pastorale propone quest’esperienza spirituale per permettere ai fedeli di fermarsi un po’ a prendere fiato, a fare un po’ d’ordine dentro di se, ad approfondire il senso della propria vocazione e del proprio cammino. Per questo la chiesa è solita dire che gli esercizi spirituali sono un tempo propizio per il proprio cammino di fede, per rafforzare le proprie convinzioni e le proprie scelte. Gli esercizi spirituali non sono un campeggio o una scampagnata, ma un’esperienza che vuole essere esclusivamente spirituale. Per questo motivo per funzionare gli esercizi spirituali hanno bisogno di alcuni ingredienti fondamentali:

Il primo è il desiderio di conoscere Dio. Non è una scelta di gruppo partecipare agli esercizi spirituali, ma personale, anche perché sono un’esperienza impegnativa e, in alcuni casi difficile. Non è facile, infatti, uscire da una spiritualità tutta incentrata su se stessi per porre al centro Dio, la sua Parola. Conoscere Dio è allora il desiderio che deve muovere una persona verso un’esperienza come gli Esercizi Spirituali, perché è in un simile contesto che è possibile maturare una relazione nuova con Dio, più profonda e più vera.

Il secondo è la Parola. Durante gli Esercizi Spirituali il testo privilegiato di riferimento è la Parola di Dio. Dedicare tempo alla Parola significa uno sforzo di comprensione verso una proposta che spesso e volentieri conosciamo appena per sentito dire. Confrontarsi con la Parola di Dio, con le sue proposte esigenti significa essere disposti ad essere messi in discussione e a lasciarsi destabilizzare.
Il terzo è il silenzio. E’ impossibile vivere una profonda esperienza con Dio senza la disponibilità al silenzio. Lo stesso Gesù si ritirava in luoghi deserti per pregare. Il clima degli Esercizi Spirituali è immerso nel silenzio per permettere alle persone che vi partecipano di entrare in se stesse e di meglio percepire la voce del Signore.


Coloro, quindi, che stanno cercando il Signore, che stanno amando la sua Parola e, per questo, cercano il silenzio sono i benvenuti a questi corsi di Esercizi Spirituali 2015. Buon cammino!