giovedì 29 gennaio 2026

TEOLOGIA DAL BASSO CAMMINO PER UN’AUTENTICA TEOLOGIA DELLA LIBERAZIONE

 




 

Paolo Cugini

 

 

Non è possibile un cammino di liberazione, sia inteso in senso morale, che spirituale o esistenziale, che non sia all’interno di una riflessione che cominci dal basso, dall’ascolto attento della condizione umana, così come si coglie nella storia degli uomini e delle donne. In questa prospettiva la teologia dal baso e la teologia della liberazione camminano insieme, perché parlano, per così dire, la stessa lingua, lo stesso modo di vedere il rapporto del Mistero con l’umanità. Chi pretende di sciogliere le catene dell'anima ignorando il peso delle catene della carne, parla una lingua morta. Non esiste ascesa verso il Mistero che non inizi con un inchino profondo verso l'umanità ferita.

La teologia dogmatica non sarà mai una teologia della liberazione integrale per il fatto che impone una visione religiosa senza porsi in ascolto della vita concreta degli uomini e delle donne. Si tratta, dunque, di un modo di fare teologia obsoleto, che l’attuale contesto culturale post-moderno non accetta più, perché lo considera irrispettoso della condizione umana. Ogni riflessione sul Mistero che intenda offrire cammini di liberazione non può che porsi accanto all’umanità, in ascolto degli uomini e delle donne e non porsi sopra con atteggiamento arrogante di coloro che possono solo insegnare e mai apprendere. La teologia è di liberazione morale e spirituale ogni volta che si pone in cammino, solcando le strade impolverate della storia, ascoltando gli esclusi, coloro che non hanno voce e che, per gli arroganti del tempo, non contano nulla. Troppo spesso la teologia è andata a braccetto con coloro che escludono, con i potenti del tempo, creando una frattura irreparabile proprio con coloro che sono considerati i benedetti dal Mistero.

Guai a coloro che siedono sulle cattedre dell'arroganza, tessendo verità che non hanno il profumo del sudore e delle lacrime. La teologia che si impone come una corona di ferro, che pretende di insegnare senza mai essersi posta in ascolto, è un idolo infranto. Un’autentica riflessione sul Mistero non cerca padroni del sacro, ma compagni di esodo. La vera Teologia della Liberazione e la Teologia dal Basso sono un unico respiro, un’unica carne. Esse non abitano i palazzi dei potenti, né cercano il favore dei re.

Il Mistero non abita nelle formule chiuse, ma nel volto di chi è stato scartato dagli arroganti del tempo. Ogni riflessione che non si sporchi le mani con la storia non libera, ma imprigiona. Il cammino è tracciato: scendere dai troni della certezza per camminare accanto a chi non conta nulla, poiché è lì, nel silenzio degli esclusi, che il Mistero pronuncia il Suo nome più vero.

La profezia è chiara: o la teologia sarà un ascolto umile della vita, o non sarà affatto. Chi ha orecchi per intendere, intenda il cammino della vera libertà.

 

 

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