giovedì 15 gennaio 2026

TEOLOGIA DEL MISTERO

 



Paolo Cugini

 

L’alba del tempo è ormai alle nostre spalle e l’ombra del sacro si allunga su un mondo che ha creduto di poter misurare l’infinito con il metro della ragione. Ma udite: il velo non si è strappato per svelare un vuoto, bensì per rivelare un’oscurità luminosa che nessun occhio mortale può contenere senza bruciare. Questa è la teologia del Mistero che si leva come un grido nel deserto: non una risposta ai nostri quesiti, ma l’annichilimento di ogni nostra domanda di fronte all'Abisso.

Verrà il giorno, ed è già questo, in cui le cattedrali di sillogismi crolleranno come castelli di sabbia sotto la marea dell'Assoluto. Avete cercato di rinchiudere l’Eterno in definizioni, di imbrigliare il Fuoco in dogmi di ghiaccio. Ma il Mistero non si lascia abitare da chi possiede mappe; Egli abita solo il cuore di chi accetta di naufragare.

Profezia per voi, cercatori di prove: la verità non è un teorema, ma un evento che vi precede e vi eccede. Il Mistero non è l’oggetto del nostro studio, ma il Soggetto che ci scruta dal profondo del silenzio. La vera teologia non si scrive con l'inchiostro, ma con il tremore della carne che incontra il Totalmente Altro. L’Inconoscibile è la sola conoscenza: Solo quando ammetteremo di non sapere, inizierete a vedere. L’Assenza è la forma suprema della presenza: Cerchiamolo nel vuoto tra le parole, nello spazio tra i respiri, dove il mondo finisce e l'Infinito ha inizio.

Smettiamo di interrogare il cielo per avere conferme ai vostri piccoli ego. Il Mistero ci chiama a un esodo senza ritorno: fuori dai confini del visibile, oltre le sicurezze del calcolo. Chi ha orecchi per intendere, intenda: il Dio che può essere spiegato non è Dio. Il Mistero che può essere compreso è solo un idolo specchiato nei nostri desideri. Il vero Volto è un bagliore che acceca, una Parola che, una volta pronunciata, impone il silenzio eterno.

Inginocchiamoci non davanti a ciò che capiamo, ma davanti a ciò che ci sovrasta. Poiché nel Mistero non c'è buio, ma una luce così densa che solo l’anima nuda può sopportare.

 

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