domenica 24 maggio 2026

VEGLIA DI PREGHIERA PER LE VITTIME DELL’OMOTRANSFOBIA NEL QUARTIERE COMPENSA DI MANAUS

 




Compensa-Manaus 23 maggio 2026

Paolo Cugini

 

 

Come suggeriva padre James Martin nel suo bellissimo libro: Un ponte da costruire. Una relazione nuova tra Chiesa e persone LGBT, il primo passo importante per un dialogo costruttivo è chiamare per nome. Non dobbiamo, allora, avere paura di parale e scrivere omotransfobia o LGBTQ+ perché non farlo sarebbe negare la realtà, la loro stessa identità. Noi lo abbiamo fatto nel quartiere Compensa di Manaus, nella parrocchia di san Vincenzo de Paoli, organizzando una veglia di preghiera per le vittime dell’omotransfobia. Abbiamo pregato, cantato, preso coscienza di un problema che, malgrado il silenzio generale, è purtroppo, una realtà molto presente in Brasile.

La realtà del Brasile

Nel 2025, il Brasile ha registrato 257 morti violente di persone LGBTQIA+, confermandosi tra i paesi più pericolosi al mondo per questa popolazione. Manaus si è inoltre posizionata come la capitale con il più alto tasso di violenza nei confronti della comunità LGBTQ+, primeggiando per numero di omicidi. I dati raccolti da importanti organizzazioni della società civile, come il Gay Group of Bahia (GGB) e l'Associazione Nazionale dei Travestiti e dei Transessuali (ANTRA) fondata nel 1992, rivelano un preoccupante scenario di estrema violenza. In Brasile, una persona della comunità LGBTQIA+ è stata uccisa ogni 34 ore durante tutto l'anno. Le donne trans e i travestiti continuano a essere il principale bersaglio della violenza letale, rappresentando la stragrande maggioranza dei crimini contro l'identità di genere. Il rapporto ANTRA ha indicato che, sebbene gli omicidi di persone trans siano diminuiti del 34% sulla carta, si è registrato un aumento significativo dei tentativi di omicidio, a dimostrazione del fatto che l'ostilità fisica rimane elevata. L'Atlante della violenza evidenzia che, le segnalazioni generali di aggressioni contro omosessuali, bisessuali e persone trans nel sistema sanitario sono aumentate di oltre il 1000% nell'ultimo decennio, risultato di un maggiore coraggio nel denunciare, combinato con la crescita dell'incitamento all'odio.



La parrocchia san Vincenzo de Paoli

La parrocchia è costituita di otto comunità ed è situata in una delle zone periferiche di Manaus, dominata dal traffico di droga. La parrocchia di san Vincenzo è stata fondata dai gesuiti negli anni ’70 del secolo scorso ed è caratterizzata da un grande protagonismo di laici e laiche. Altro punto di forza è la sensibilità nei confronti dei problemi sociali. Ogni anno, infatti, vengono organizzate settimane di sensibilizzazione nei confronti degli abusi sessuali su minori, di adesione all’evento nazionale settembre giallo, che promuove giornate di sensibilizzazione sul tema del suicidio. Oltre a ciò, in marzo la parrocchia organizza da anni la settimana della donna, toccando il tema delicato del femminicidio e della cultura patriarcale. Negli anni di elezioni municipali la parrocchia organizza un lavoro profondo di coscientizzazione sul tema della lotta alla corruzione politica. È per questo che, quando nel consiglio pastorale delle comunità di marzo ho proposta una veglia di preghiera per le vittime dell’omotransfobia, parlando di che cosa si trattava e mostrando i dati citati sopra, il consenso è stato totale. Nel mese di aprile l’omicidio di una coppia gay avvenuta proprio nel nostro territorio, ci ha confermato sulla bontà della nostra decisione. C’è troppa violenza generata da ignoranza e preconcetti, per cui è giusto che una comunità cristiana si ritrovi per pregare, invocare lo Spirito Santo, affinché ci aiuti a vivere conforme lo stile di Gesù.



La preparazione e la veglia

Non abbiamo chiesto il permesso a nessuno. In una Chiesa che sta camminando verso uno stile sempre più sinodale, una volta che un consiglio pastorale si esprime, occorre dar seguito alle sue decisioni. Questo vale soprattutto, quando si tratta di situazioni di discriminazione e di violenza, nei confronti delle quali la comunità cristiana decide di riunirsi in preghiera. Abbiamo utilizzato il testo della veglia ecumenica che si trova sul sito del Progetto Gionata. Ho tradotto il testo e, assieme all’equipe liturgica della parrocchia, lo abbiamo letto, adattato alla nostra realtà, inserito i nostri canti, le nostre preghiere dei fedeli. A tutti è piaciuto il contenuto del testo: molto bello, profondo, poetico.

La veglia, la prima realizzata nel nostro territorio è staia bella, ben partecipata. Alla fine, mentre uscivamo dalla chiesa, si respirava una sensazione di leggerezza, di qualcosa venuto bene, alla faccia di coloro che remavano contro. Durante la settimana, infatti, sui social i classici cattolici tradizionalisti, che a  il dire il vero di Tradizione cattolica hanno ben poco, hanno attaccato la veglia con i più classici luoghi comuni, ma con una veemenza e una violenza tale che hanno provocato il blocco della nostra pagina. Alla, fine dunque, mentre uscivamo dalla Chiesa, ci guardavamo in faccia, ridendo soddisfatti per aver lanciato un messaggio positivo alle vittime dell’omotransfobia per dire loro che, nella nostra comunità c’è posto, perché è come una tenda per tutte e tutti.

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