Paolo Cugini
La
Parrocchia san Vincenzo de Paoli a Manaus ha celebrato sabato 16 di maggio il
26° anniversario della mobilitazione nazionale per la lotta contro gli abusi e
lo sfruttamento sessuale di bambini e adolescenti. Istituita ufficialmente
dalla Legge Federale n. 9.970/00, questa data non è solo una pietra miliare sul
calendario, ma un appello urgente a tutta la società civile, ai governi e alle
istituzioni affinché si assumano la responsabilità storica di proteggere i
bambini e i giovani brasiliani.
il
movimento si rafforza ogni anno durante il Maggio Arancione, un mese dedicato all'intensificazione
delle azioni preventive su tutto il territorio nazionale. La scelta del 18
maggio risale al tragico "Caso Araceli", avvenuto nel 1973 a Vitória,
nello Stato dello Spirito Santo in Brasile, quando una bambina di otto anni fu
rapita, violentata e uccisa. Come simbolo visivo di questa lotta, la campagna
adotta un fiore giallo e arancione. Il design evoca i disegni dell'infanzia
stessa, rappresentando la fragilità, la cura essenziale richiesta per uno
sviluppo sicuro e la necessità di coltivare ambienti protetti per la crescita.
In
parrocchia abbiamo vissuto questo evento in due momenti. Il primo è avvenuto
sabato 9 maggio, adunando le otto comunità in due zone diverse con l’obiettivo
di coinvolgere, in modo particolare, i bambini e gli adolescenti della
catechesi. Il secondo è avvenuto sabato 16 maggio nel pomeriggio. Ci siamo dati
appuntamento in una piazza del quartiere Compensa di Manaus, famoso per il
traffico di droga che controlla tutto il quartiere, per sfilare per le strade cantando
e proclamando parole che tentavano di spiegare l’importanza di rompere il
silenzio e cercare un aiuto nelle agenzie specializzate. Con noi c’erano il gruppo
di psicologhe che collaborano con la parrocchia e che hanno fatto sentire la
loro voce.
La principale sfida evidenziata dalla campagna
del 2026 continua ad essere la difficoltà che bambini e adolescenti hanno nel denunciare
situazioni di abuso e il silenzio.
Informazioni qualificate sono lo strumento di difesa più efficace per famiglie,
educatori e giovani stessi, per identificare i segnali di violenza e sapere
come agire. La rete nazionale ribadisce che i canali di segnalazione sono
sicuri, gratuiti e riservati.
Lo
slogan "Fai la cosa giusta: proteggi i nostri bambini e adolescenti"
chiarisce che, contrastare la violenza sessuale non è solo responsabilità delle
famiglie o della polizia, ma di ogni cittadino. Prendersi cura del futuro del
Paese richiede una costante attenzione ai segnali, un ascolto empatico e senza
giudizio e il coraggio di parlare. Solo rompendo il ciclo del silenzio sarà
possibile garantire un'infanzia veramente libera e sicura in Brasile.
Il
pomeriggio si è concluso nella piazza principale della Compensa in cui, i
bambini del corso di ballo del progetto Margens hanno presentato alcuni balli.
Suor Rose, che collabora con l’equipe dell’Arcidiocesi di Manaus sul tema degli
abusi ha preso la parola invitando gli adulti presenti a sentire la
responsabilità del problema e a proporre percorsi formativi e di
coscientizzazione.




Nessun commento:
Posta un commento