martedì 11 agosto 2026

Un forum per la teologia della liberazione

 




12° Forum Mondiale su Teologia e Liberazione - agosto 2026 (Benin, Africa)

 

Juan José Tamayo[1]

 

9 agosto 2026

La teologia della liberazione (TL) è morta? È una domanda che mi viene posta frequentemente durante le mie conferenze, sia nel Nord che nel Sud del mondo. L'interrogativo riflette implicitamente l'idea di una sua fine: un concetto diffuso nell'immaginario collettivo, tanto tra il pubblico laico quanto tra quello religioso.

Di solito rispondo che tale idea non corrisponde alla realtà; essa nasce piuttosto dai desideri di diversi settori vicini al fondamentalismo religioso, al neoliberismo economico e al conservatorismo politico. Aggiungerei che la TL rimane viva e attiva nel nuovo panorama politico, religioso, culturale ed economico, non solo in America Latina – dove è nata – ma in tutto il Sud del mondo. Ha dato vita a "teologie del Sud globale" e a una tendenza alla decolonizzazione del discorso cristiano.

La prova migliore di questa vitalità è il 12° Forum Mondiale su Teologia e Liberazione (FMTL), che si è svolto dal 31 luglio all'8 agosto a Cotonou, in Benin (Africa occidentale), nell'ambito del 17° Forum Sociale Mondiale (FSM). Tra le ragioni che hanno portato a scegliere il Benin come sede del FSM e del FMTL figurano il suo ruolo di crocevia tra la spiritualità Vodun e la cultura panafricana, la sua importanza come luogo di memoria storica legata alla tratta degli schiavi e la forte mobilitazione della società civile beninese.

Si tratta del sesto Forum organizzato in Africa. I cinque precedenti si sono tenuti a Bamako (Mali, 2006), Nairobi (Kenya, 2007), Dakar (Senegal, 2011) e Tunisi (Tunisia, 2013 e 2015). Il FMTL in Benin riunisce teologi, attivisti, ricercatori e comunità da tutto il mondo per riflettere sull'intersezione tra esperienze religiose, giustizia sociale e lotta contro ogni forma di oppressione. Si tratta di un incontro globale di menti e cuori che cercano di promuovere il dialogo, esplorare alternative e creare legami nella ricerca collettiva di un "altro mondo possibile". Il tema dell'incontro è di fondamentale importanza e urgenza: rifiutare le dominazioni economica, politica e religiosa e ripensare la sovranità in un'ottica di liberazione.



Il tema scelto nasce dalla consapevolezza che le dominazioni economica, politica, religiosa e ambientale persistono in tutto il mondo. Di fronte a tale dominio globale, non possiamo restare inerti; dobbiamo invece offrire una risposta coordinata. A tal fine, il Forum ci invita a intraprendere un processo di decolonizzazione di ogni dimensione della vita umana ed ecologica e a ripensare la sovranità in tutte le sue forme, sia collettive che individuali.

La lotta per la sovranità economica richiede di decostruire i meccanismi dell'oppressione capitalistica e di restituire dignità umana a coloro a cui essa è negata dall'attuale modello economico neoliberista, un modello che li assoggetta a ingiustizie strutturali e alla povertà che ne deriva. Difendere la sovranità politica significa sfidare autoritarismo, corruzione e violenza, nonché resistere alla necropolitica e lavorare per costruire la pace in mezzo a guerre che causano genocidi ed ecocidi, e a colpi di stato che ignorano sia il diritto internazionale che la sovranità dei popoli. L'impegno a difendere la sovranità religiosa richiede di decostruire le eredità coloniali – sempre più diffuse a causa dell'imperialismo religioso – e di porre fine alla manipolazione delle religioni e al loro utilizzo per fini bellicisti, sessisti, omofobici, xenofobi e razzisti. A questa decostruzione deve affiancarsi la costruzione di relazioni – etniche, ecumeniche, interreligiose, interculturali e inter-spirituali – che siano pacifiche, egualitarie e rispettose delle differenze.

La sovranità ecologica e sociale richiede la riappropriazione dei territori sottratti dalle multinazionali estrattive, nonché il recupero della memoria e della cultura dei popoli indigeni. Richiede inoltre di analizzare ed eliminare le moderne forme di schiavitù e di promuovere la giustizia ecologica e di genere di fronte alla violenza di genere, alle migrazioni forzate e al cambiamento climatico.



In definitiva, il compito è quello di riesaminare, reinterpretare, riformulare e ricreare la teologia della liberazione all'interno del nuovo scenario geopolitico, culturale ed economico; di aprire nuovi orizzonti per la sovranità; e di decolonizzare tutte le relazioni umane ed ecologiche.

Le aree tematiche affrontate al FMTL in Benin per raggiungere tali obiettivi sono le seguenti: la liberazione come orizzonte ermeneutico e pratico; liberazione e decolonialità; liberazione e democrazia al servizio del bene comune; violenza e diritti umani – nello specifico i diritti di individui, collettività e popoli oppressi cui tali diritti sono negati; giustizia ambientale e sicurezza alimentare; migrazioni, migranti climatici e territorialità; nuovi linguaggi e ricostruzione di nuovi linguaggi simbolici e mitici; il patto tra tradizioni religiose e politiche orientate alla giustizia; genere, femminismo e diversità; giovani e relazioni intergenerazionali.



La Teologia della Liberazione, le teologie del Sud globale e le pratiche emancipatorie che esse promuovono dimostrano – con le opere e con le parole – che esistono tradizioni religiose e spiritualità non riducibili all'«oppio dei popoli», bensì configurabili come percorsi di liberazione per gli individui più vulnerabili, le collettività impoverite e i popoli oppressi, nonché come movimenti di resistenza contro colonialismo, capitalismo, patriarcato, suprematismo bianco, ingiustizia cognitiva e depredazione della natura.

 

Fonte: https://www.amerindiaenlared.org/contenido/29099/un-foro-para-la-teologia-de-la-liberacion-/



[1] Teologo della Liberazione spagnolo

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