sabato 5 dicembre 2015

REGGIO CONTRO LE MAFIE




Sala consiglio Comunale RE

Venerdì 4 dicembre 2015
Decima iniziativa


Sintesi: Paolo Cugini

 LUCA VECCHI

Che cosa le istituzioni pubbliche possono fare? Adoperarsi, un controllo adeguato. Investire in una strategia della legalità, formazione. Portare avanti azioni quotidiane che sia in grado di dare conseguenze.
Il lavoro che la comunità deve fare è sulla cultura, riconoscere il fenomeno mafioso per sconfiggerlo. La forza delle istituzioni e la credibilità sono un grande deterrente per le mafie. Idea di una società aperta che si contrappone alla società chiusa nella paura. In questa prospettiva è molto importante l’unità della comunità. La battaglia politica non può impoverire il cammino dell’unità.

Centro di documentazione contro le mafie.
Sito: reggiocontrolemafie.it

Roberto Scarpinato, Il ritorno del principe
Dobbiamo liberarci dagli stereotipi. Mafia come criminalità.
La mafia si è trasformato in un’agenzia che offre beni di massa. Stupefacenti, prostitute, gioco d’azzardo, ecc.
Droga è cresciuta molto il consumo con la nascita della nuova borghesia cinese, indiana. Nei prossimi anni il 15% della popolazione consumerà droga.
Il problema è politico perché il capitale in mano alle mafie può diventare così ingente da condizionare l’economia.
Il vero nemico sono i vizi dell’uomo normale. E’ la banalità del male il nemico.
Oggi sono gli imprenditori che cercano i mafiosi perché riescono ad abbattere i costi.
Il fenomeno del rapporto con la mafia è ormai di massa.
Gli imprenditori mafiosi sono inseriti nel tessuto sociale e distruggono la concorrenza.
La mafia che non fa rumore cambia il rapporto con l’imprenditore. La mafia nuova viene incontro alla tua domanda e interagisce sul territorio con l’economia.
Gli strumenti della giustizia che abbiamo è per una mafia violenta e non per la mafia silente, la mafia che non ha bisogno di utilizzare la violenza.
Le mafie entrano nel territorio con la corruzione. L’uomo comprato è un complice.

GIANCARLO CAPALDO
Responsabile del gruppo antiterrorismo a Roma.
Sempre di più nel mondo moderno si afferma l’esigenza della sicurezza, perché senza questa non c’è libertà. Una società debba cercare una via di mediazione frutto dell’equilibrio. Spesso in un clima di esasperazione.
Oggi c’è molta tensione. Il momento militare può creare ostacoli. I fatti gravi bisogno anticiparli.
Consapevolezza dei cittadini di poter partecipare per vedere che cosa emerge. Ora non sappiamo ancora nulla. Non ci basta la sentenza, ma tanti soggetti che hanno collaborato senza costituire condotte sanzionabili dal punto di vista giuridico.

CARLO LUCARELLI
Mi sono stupito perché ci siamo stupiti perché probabilmente si erano crogiolati nell’dea di essere diversi e queste cose non succedono da noi.
Siamo come tutti. Questo processo deve restare qui perché se viene spostato conferma il pregiudizio che siamo diversi e che queste cose non ci appartengono.
Siamo diversi nella pragmaticità.

Modalità di radicamento delle mafie
La corruzione è un’emergenza criminale superiore alla Mafia. La corruzione ci viene a costare 60 miliardi di euro all’anno, che si prendono dallo stato sociale.
Abbiamo una corruzione che sta impoverendo sempre id più il ceto medio.
Oggi la corruzione è gratis, non costa nulla.
Regime della prescrizione. C’è una forma criminale che distrugge lo stato sociale, che mette in ginocchio il paese. Oggi il nuovo criminale è il mafioso con il colletto bianco.
C’è una fetta di capitale dirigente a Roma che non vuole essere controllato.
La mafia si muove ormai sul filo della corruzione e qui siamo scoperti.













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