domenica 5 aprile 2026

l terzo guadagno: l'etica della solidarietà come criterio di verità

 




 

Paolo Cugini

 

 

Nella teologia tradizionale, la verità è spesso verificata attraverso la logica e la coerenza dogmatica. La teologia dai margini introduce il criterio della prassi. Marcella Althaus-Reid, una delle voci più radicali dai margini, suggerisce che la teologia deve sporcarsi con la realtà vissuta: "La teologia ha bisogno di uscire dai templi e dalle accademie per incontrare la santità nelle strade, dove la vita è precaria. Solo allora la teologia potrà essere onesta". Il guadagno di questo cammino consiste in un passaggio dall'ortodossia, retta dottrina, all'ortoprassi, retto agire. La teologia tradizionale guadagna una nuova rilevanza sociale e politica, trasformandosi da teoria astratta in forza motrice per la giustizia globale.

Nella teologia tradizionale, la verità è spesso un oggetto da possedere attraverso la speculazione. Althaus-Reid e le teologie dei margini sostengono che una verità che non passa per il corpo e per la sofferenza è una verità parziale, se non ideologica.  Mentre il dogma cerca leggi universali, la teologia dai margini cerca la santità nelle strade, riconoscendo che il Mistero si rivela non nel concetto generale, ma nel volto specifico dell'escluso. La teologia accademica è spesso vestita bene, pulita e ordinata. Sporcarsi significa smascherare le strutture di potere che si nascondono dietro il linguaggio religioso. Se la vita è precaria, è lì che la teologia diventa onesta perché non può più permettersi il lusso di astrazioni metafisiche mentre i corpi soffrono. La prassi non è solo fare del bene, ma è il luogo dove si verifica se il Mistero è realmente presente. L'ortoprassi suggerisce che non conosciamo la verità finché non la mettiamo in pratica. La giustizia non è un tema della teologia, è la condizione di possibilità della teologia stessa. Trasformandosi in forza motrice, la teologia smette di essere un sistema di conservazione del passato per diventare un progetto di liberazione del futuro. Il risultato di questo spostamento è una teologia che recupera il suo sapore profetico. Non parla più del Mistero a un pubblico passivo, ma parla con il Mistero partendo dal grido della terra e dei poveri.

 

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