sabato 28 marzo 2026

Il secondo guadagno: l'ampliamento del Canone e dell'esperienza

 



 

Paolo Cugini

 

 

La teologia femminista e quella post-coloniale hanno evidenziato come la tradizione sia stata spesso mediata esclusivamente da voci maschili e occidentali. Intersecando la tradizione, queste prospettive apportano una correzione antropologica. Elizabeth Johnson spiega questo arricchimento riguardo al mistero di Dio: "Se l'immagine di Dio è esclusivamente maschile, allora il maschio è considerato più simile a Dio rispetto alla donna... L'integrazione di metafore femminili e tratte dall'esperienza dei margini non è un'aggiunta opzionale, ma una necessità per la verità del mistero divino".
 In questa prospettiva, il guadagno consiste in una visione del Mistero più inclusiva e meno legata a strutture di dominio patriarcale o coloniale. La Tradizione smette di essere un monologo e diventa una polifonia.

L’ampliamento del Canone non è solo una questione di quote rosa o inclusività sociale, ma un’operazione di onestà intellettuale. Se il Mistero è ineffabile, nessuna cultura o genere può vantarne il monopolio. La tradizione, per secoli letta come una trasmissione verticale da chi ha il potere a chi deve ricevere, viene riscoperta come un processo orizzontale. Intersecando le voci post-coloniali e femministe, la teologia passa da un sistema di dominio dove l'Occidente spiega il Mistero agli altri, a un sistema di relazione, dove l'esperienza dei margini diventa luogo teologico privilegiato.

Come suggerisce Johnson, l'uso di categorie esclusivamente maschili e occidentali ha creato un idolo a immagine del potente. L'apporto di queste prospettive scardina l'idea di un Dio che giustifica lo status quo. Ad esempio, rileggere il Mistero attraverso la categoria della Sapienza Sophia o del Dio che soffre con gli oppressi, come fa la Teologia della Liberazione, restituisce dignità a chi è stato reso invisibile. Il guadagno reale è la fine del monologo. Una tradizione che non accoglie l'altro diventa un pezzo da museo. La polifonia, invece, permette alla fede di parlare lingue nuove, rendendo il Canone non un recinto chiuso, ma uno spazio di ospitalità. In questo senso, la verità del Mistero divino si guadagna proprio nel momento in cui si accetta di perdere l'esclusiva della parola.

 

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