sabato 10 gennaio 2026

Dichiarazione di Brasile, Cile, Colombia, Messico, Uruguay e Spagna

 





 

In merito agli eventi in Venezuela, 4 gennaio 2026 I governi di Brasile, Cile, Colombia, Messico, Uruguay e Spagna, alla luce della gravità degli eventi in Venezuela e riaffermando il loro impegno nei confronti dei principi sanciti dalla Carta delle Nazioni Unite, esprimono congiuntamente le seguenti posizioni:

 

Esprimiamo profonda preoccupazione e respingiamo le azioni militari condotte unilateralmente nel territorio venezuelano, che violano i principi fondamentali del diritto internazionale, in particolare il divieto dell'uso e della minaccia della forza, e il rispetto della sovranità e dell'integrità territoriale degli Stati, sanciti dalla Carta delle Nazioni Unite. Queste azioni costituiscono un precedente estremamente pericoloso per la pace e la sicurezza regionale e mettono in pericolo la popolazione civile. Ribadiamo che la situazione in Venezuela deve essere risolta esclusivamente con mezzi pacifici, attraverso il dialogo, la negoziazione e il rispetto della volontà del popolo venezuelano in tutte le sue espressioni, senza interferenze esterne e in conformità con il diritto internazionale.

Riaffermiamo che solo un processo politico inclusivo, guidato dai venezuelani, può portare a una soluzione democratica e sostenibile che rispetti la dignità umana. Riaffermiamo il carattere dell'America Latina e dei Caraibi come zona di pace, fondata sul rispetto reciproco, sulla risoluzione pacifica delle controversie e sul non intervento, e chiediamo l'unità regionale, al di là delle differenze politiche, di fronte a qualsiasi azione che metta a repentaglio la stabilità regionale.

Esortiamo inoltre il Segretario Generale delle Nazioni Unite e gli Stati membri dei pertinenti meccanismi multilaterali a utilizzare i loro buoni uffici per contribuire alla distensione delle tensioni e al mantenimento della pace regionale. Esprimiamo la nostra preoccupazione per qualsiasi tentativo di controllo governativo, amministrazione o appropriazione esterna di risorse naturali o strategiche, che sia incompatibile con il diritto internazionale e minacci la stabilità politica, economica e sociale della regione. I paesi firmatari: Brasile, Cile, Colombia, Spagna, Messico, Uruguay

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